Autore:
Andrea Gatti

ALTA QUOTA 6000 metri. Già un bel traguardo per un alpinista che in montagna ci va a piedi con ramponi e piccozza, figuriamoci cosa può significare arrivarci con tre moto. In verità, a raggiungere il piccolo pianoro piazzato a quota 6.361 (quasi nella famosa “zona della morte” tanto temuta dagli alpinisti d’alta quota) sul Ojos del Salado, il vulcano più alto del mondo, è stata una sola delle tre Husaberg FE570 utilizzate per la spedizione. Le altre si sono fermate appena più sotto, ma lo sforzo per arrivare fin lì era stato esagerato e lo spazio disponibile limitato, per cui  Walter Colebatch, Lukas Matzinger e Barton Churchill hanno pensato bene che spingere in tre una sola moto per gli ultimi metri poteva bastare.

SULLE ANDE Il senso di questa impresa? Andare oltre, arrivare laddove non era mai arrivato nessuno, per ora. Perché ovviamente qualcuno vorrà battere il record. Lo scenario in cui si è sviluppata l’impresa? Sulle Ande, ovvio, dove le pianure corrono già a 4.000 metri. Anche se, tecnicamente, a dire il vero l’impresa è iniziata da quota 375, l'altitudine di Copiapo, punto esatto da cui i tre motociclisti sono partiti.

SOTTO A CHI TOCCA Un lungo trasferimento e poi la scalata, che come vedete dalle foto non è stata certo prima di difficoltà. Diciamo che non c’erano molte strade da quelle parti e i tre si sono dovuti un po’ arrangiare utilizzando anche argani. Qualche giorno per acclimatarsi, per abituarsi all’altitudine, e poi l’attacco finale avvenuto il 18 marzo. Una bella impresa, non c’è che dire, non solo per gli uomini ma anche per le moto che, lassù, nell’aria rarefatta non “respirano” per niente bene.  E adesso? C’è qualcuno che offre di più?


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