Autore:
Alfredo Verdicchio

Il motore sarà lo stesso quattro tempi da 250cc raffreddato a liquido utilizzato per il Grand Dink 250: un motore di ultima generazione, tecnologico ed ecologico. Dal Dink il People eredita anche la soluzione relativa al serbatoio carburante, posto dietro lo scudo e facilmente raggiungibile.

La forcella è di tipo tradizionale, mentre al posteriore lavorano due ammortizzatori, oltre al gruppo motore-trasmissione oscillante. L’impianto frenante è composto da due dischi freno, entrambi “lavorati da pinze a due pistoncini, per garantire frenate decise.

E allora, via con i commenti sull’aspetto del GT coreano. A guardarlo si è colti da una “strana” sensazione di un qualcosa di già visto in giro, forse che "People" in Taiwanese significhi Scarabeo?. Il design è in stile retrò, un po' anni '50con quel bel parafango che scende grosso fino a coprire gran parte della ruota posteriore un po' anni ’60, che ritroviamo nelle forme tondeggianti e cromate del manubrio e dell’avantreno in generale.

Ben inserita nel contesto è la sella, a due piani ampi e ben sagomati, garante di lunghe traversate in piena comodità, sia per il conducente sia per il passeggero, il quale gode anche di un ottimo appiglio offerto dal portapacchi di serie. A differenza dei suoi diretti concorrenti, il People non ha quell’ingombrante tunnel centrale a limitare spazio e movimento una volta saliti “a bordo”.

Questa non è di certo una novità per gli scooter Kymco, che hanno fatto della pedana piatta, un loro cavallo da battaglia, oltre all’affidabilità meccanica e al buon grado di sicurezza dei mezzi.

A rendere più confortevole gli spostamenti con il futuro GT, ci penserà il vano sottosella, componente essenziale per chi lo scooter lo vive intensamente, non facile da trovare su di un “ruota alta”. Di possibili borse abbinate allo scooter non se ne sa ancora niente, ma siamo sicuri che alla Kymco hanno già pensato a come render questo GT il più sfruttabile possibile. 


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