Autore:
Paolo Sardi

LASCIA O RADDOPPIA In principio, una quindicina abbondante di anni or sono, fu l'SH 50. Poi fu la volta del 100, del 125 e del 150. Una crescita passo passo, che ora subisce una brusca accelerazione. Lungi dal lasciare il settore delle ruote alte, la Honda amplia l'offerta e raddoppia la cilindrata, arrivando d'un balzo a 300 o, per amor della precisione, a 279 cc. Per l'SH si aprono dunque nuovi orizzonti sul mercato, anche se la filosofia di fondo del modello non viene rinnegata da questa nuova e attesissima versione.

UNA FACCIA, UNA RAZZA Gli ingredienti che hanno decretato il successo della ricetta SH ci sono ancora tutti. Il disegno mostra chiaramente la discendenza del 300 dal medesimo ceppo etnico dei suoi fratelli minori. La linea mette ancora una volta al bando i colpi di testa e fa dell'equilibrio e dell'eleganza il suo credo. Le dimensioni della carrozzeria e gli ingombri crescono un po' rispetto al resto della gamma ma l'SH300i resta uno scooter che veste bene tutti, compreso chi non è un colosso, con la sella sistemata a 785 mm da terra.

A TUTTO VOLUME Anche la pedana piatta è straconfermata, una vera rarità per gli scooter di questa cilindrata. Buona per salire e scendere senza fatica, si presta pure ai trasporti eccezionali, in aiuto al portapacchi che mantiene la possibilità, introdotta dalle recenti versioni "i", di montare il bauletto optional senza l'impiego di piastre. E ancora in tema di capacità di carico, l'SH300i sfoggia un vano dietro allo scudo con presa 12V, mentre il pozzetto sottosella ha un volume utile che garantisce la possibilità d'inserire il casco jet coordinato allo scooter. Per quelli delle altre marche, una prova è vivamente consigliata.

PASSO CORTO Dal punto di vista ciclistico, l'SH300i adotta un telaio con trave inferiore sdoppiata e si distingue per l'interasse molto compatto, nell'ordine dei 1.420 mm, un valore da primato per un mezzo di questa categoria. Le ruote sono da 16", sorrette da una forcella telescopica da 35 mm e da un forcellone con perno del leveraggio flottante che sollecita due ammortizzatori regolabili nel precarico. I freni sono entrambi a disco da 256 mm, lavorati da un impianto di tipo integrale secondo il collaudato schema CBS.

UN CUORE NUOVO Il motore, ovviamente Euro 3, rappresenta una vera novità, se non altro per il fatto di essere il primo monocilindrico da scooter Honda a quattro valvole. Raffreddato a liquido e alimentato a iniezione elettronica, è accreditato di 27,2 cv a 8.250 giri, con una coppia massima di 26 Nm a 6.000 giri. Visto anche il peso dichiarato a secco di circa 162 kg, ce n'è abbastanza per dar credito alle voci che indicano l'SH più brillante della media dei diretti rivali.


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