Autore:
Giovanni Zamagni

CON UNA MANO SOLA Il mondiale si chiude come era iniziato, con una perentoria vittoria di Casey Stoner. Per certi versi sorprendente, se si pensa che, giovedì prossimo, il pilota australiano verrà operato allo scafoide sinistro, per sistemare una vecchia frattura. "Purtroppo non posso fare diversamente", allarga le braccia sconsolato Stoner, a conferma che la situazione è davvero pesante, anche se, per come ha guidato a Valencia, Casey sembra tutt'altro che debilitato. E a vederlo vincere in quel modo, ci si chiede come abbia fatto a perdere il mondiale.

CHE NUMERI! Ma la velocità pura non basta, ci vuole anche la costanza, la capacità di resistere alla pressione, soprattutto se hai a che fare con un fenomeno come Valentino Rossi. Ecco, il successo nell'ultimo GP stagionale del campione della Ducati, fa capire quanto sia stato grande Valentino quest'anno, quanto sia stato bravo a tornare il più forte pilota dell'universo. E anche i numeri confermano che quella di Rossi è stata una stagione straordinaria: 16 podi su 18 gare, record assoluto di punti, 373, nella MotoGP, ben 97 in più di Stoner, che pure ha vinto sei GP, salendo complessivamente undici volte sul podio.

VADO AL MASSIMO E c'è un altro dato interessante, che ci dice quanto sia stato duro per Casey lottare contro il Valentino in versione 2008: Stoner gli è arrivato davanti soltanto quando ha vinto. Come dire che quest'anno, o eri a posto al 100%, oppure Rossi non si batteva. In ogni caso, l'australiano è stato grande, l'unico capace veramente di mettere in difficoltà Valentino, bravo anche a risollevarsi dopo le batoste subite a Laguna Seca, Brno e Misano. Qualcuno obietterà che sia in Australia sia a Valencia, Stoner ha trionfato solamente perché Rossi partiva molto indietro sullo schieramento - 12esimo a Phillip Island, decimo a Valencia - e che senza pressione alle spalle per Casey è stato un gioco da ragazzi passare per primo sotto la bandiera a scacchi. In parte è vero, Stoner ha dimostrato di patire il rivale, ma con almeno due valide scusanti: una Ducati difficilissima da guidare e i problemi allo scafoide.

A DISAGIO Da parte sua, Valentino ha confermato che quella di Valencia è probabilmente la sola pista al mondo dove non riesce veramente a fare la differenza. Partito benissimo dalla quarta fila, Rossi ha entusiasmato nei primi giri, ma quando ha agguantato la terza posizione a poco più di due secondi da Pedrosa, non è più riuscito ad alzare ulteriormente il ritmo, finendo addirittura con perdere terreno dallo spagnolo. E' chiaro che anche le motivazioni non erano ai massimi livelli, ma su un'altra pista il pilota della Yamaha avrebbe probabilmente ottenuto quanto meno la seconda posizione.

CALIMERO A Valencia, invece, Daniel Pedrosa va sempre forte, ma ancora una volta ha trovato sulla sua strada un pilota ancora più veloce di lui. Povero Dani: una volta è Rossi a dargli paga, un'altra è Stoner e così lo spagnolo ha solo due vittorie all'attivo. Troppo poco per uno considerato come un fenomeno, ma sarebbe anche ingiusto criticarlo troppo, perché è in fondo l'unico che riesce a tenere testa ai due "demoni" del motomondiale e, non dimentichiamolo, Daniel è stato anche il solo pilota oltre a Rossi ad essere in testa alla classifica. Poi, la caduta in Germania ha cambiato radicalmente le cose, ma a mio modo di vedere la stagione dello spagnolo non è stata così negativa.

SOLO COMPARSE Per lui il 2009 sarà un anno molto importante, nel quale, però, dovrà probabilmente fare i conti anche con il suo nuovo compagno di squadra Andrea Dovizioso, capace di esaltare con una Honda nettamente inferiore alle moto ufficiali. Il Dovi ha chiuso il mondiale in quinta posizione a soli 16 punti da Jorge Lorenzo, solo ottavo a Valencia, da tutti considerato come una sorta di mostro sacro. Ma Lorenzo guidava la migliore moto del 2008 e per questo la stagione di Andrea deve essere considerata per certi versi migliore, anche se Jorge è riuscito a vincere un GP.

Tutti gli altri, praticamente non sono esistiti, né a Valencia né nelle altre 17 gare, se non a sprazzi. Anche per questo lo spettacolo ne ha risentito e le gare veramente entusiasmanti sono state pochissime, tanto che Rossi non ha avuto nessuna remora ad ammettere che "si diverte molto di più a vedere la SBK". La speranza è che il monogomma migliori un po' lo spettacolo, ma non ne sarei così sicuro.


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