RIBALTONE Il pilota infallibile non esiste, la moto imbattibile nemmeno. Il motociclismo è uno sport fantastico proprio perché nel giro di una settimana può ribaltare completamente un campionato. Diciamo che nel caso della Superbike non è ancora ribaltato del tutto visto che Carlos Checa ha ancora un bel vantaggio, ma alla luce di quanto successo ad Aragon non è nemmeno chiuso come sembrava fosse dopo Misano.

LA PRIMA DI MAX Se in terra di romagna Checa e la Ducati del Team Althea avevano impartito una dura lezione all’Aprilia vincendo di autorità entrambe le gare, ad Aragon Biaggi ha reso pan per focaccia dimostrando grande velocità, sicurezza dei propri mezzi e anche capacità di ragionare sempre da vincenti. Biaggi ha dovuto soccombere solo in Gara1 a un grandissimo Marco Melandri, che dalle ceneri di Misano è rinato come la migliore delle fenici ritrovando smalto e velocità sui saliscendi di Aragon.

MACIO VA DI CORSA Pista bellissima, lunga ed estremamente tecnica, Motorland ha esaltato le caratteristiche di guida del ravennate, che è sempre stato il più veloce in pista a partire dalle libere, conquistando anche la sua prima Superpole. In Gara1 Biaggi ha impresso un ritmo forsennato nei primi giri ma se la tattica ha funzionato con Checa caduto per troppa foga quando stava recuperando sui primi due, non ha invece funzionato con Melandri che si è accodato all’Aprilia numero 1, l’ha studiata per tutta la gara e al primo errorino di Biaggi (una costante per il romano, che almeno un piccolo “lungo” a gara lo fa) ne ha approfittato riuscendo poi a fare il Break e a gestire bene il vantaggio.

UN ERRORE PER UNO… La stessa cosa ma al contrario è successa in Gara2, con Biaggi che ha spinto ancora più forte e Melandri accodato, ma stavolta è toccato al ravennate sbagliare. Alla fine però la giornata dei due italiani è tutt’altro che negativa. Entrambi hanno guadagnato 29 punti sullo spagnolo della Ducati che per tutto il Week end ha giocato in difesa facendo più errori in questa gara (anche in superpole un piccolo dritto gli ha fatto perdere almeno la terza posizione) che in tutte le quelle corse fino a oggi.

C’È DA SOFFRIRE Del resto Checa è intelligente e sa bene che nonostante lui stia vivendo un momento di grazia, ci saranno piste in cui dovrà soffrire e portare a casa più punti possibili. Una è stata questa di Aragon con il suo interminabile rettilineo, un’altra potrebbe essere Brno, dove Biaggi è fortissimo. Come abbiamo scritto in occasione della gara di Misano, questo è il momento cruciale della stagione, se Biaggi e Melandri torneranno a casa da Brno avendo accorciato ulteriormente la classifica allora le gare successive saranno davvero interessanti. Viceversa se Checa riuscirà ad allungare ancora allora avrà posato un mattone importante del suo mondiale.

CHI SALE Aragon ha messo in mostra anche le Kawasaki, in netta crescita: non è stato solo Sykes ad andar forte ma anche Lascorz. Aragon ha messo in mostra anche un Haga sempre più in sintonia con l’Aprilia e un Fabrizio che cade molto ma quando non cade fa davvero i miracoli con una Suzuki certamente non al top della competitività. Ha mostrato anche che Badovini non è un fuoco di paglia e si sta facendo vedere sempre più sovente nei primi 10, a volte anche nei primi 5, ed è quasi sempre la migliore BMW al traguardo.

CHI SCENDE Nonostante la traduzione ammorbidita di Fabrizio Calia, le parole che Hendrik Von Kuenheim ha rilasciato ai microfoni di La7 suonano come una condanna per il team ufficiale, incapace dopo 4 anni di ottenere prestazioni di rilievo, capace però di fare arrabbiare moltissimo Haslam, che voci di corridoio danno già in rotta con il team e in contatto con l’Aprilia. Chissà se Haslam vedendo i risultati di Fabrizio rimpiangerà la “vecchia” Suzuki? Secondo me sì.

ORGOGLIO HASLAM Dopo averle prese sonoramente da Badovini in Gara1 l’inglese deve essere stato punto sul vivo perché in Gara2 è partito in un modo impressionante alla prima curva era quinto dopo aver staccato la frizione dalla quattrodicesima casella. Poi ha ingaggiato un duello con Badovini per la nona posizione, duello che ha vinto ma per uno che l’anno scorso si giocava il mondiale è decisamente troppo poco. I risultati scadenti del team tedesco e quelli in crescita del team italiano, decisamente meno ricco di soldi ma più ricco di esperienza, fanno pensare che Tardozzi forse sia stato allontanato con troppa fretta.

E CHI ANNASPA… A parte questi protagonisti tutti gli altri piloti in pista hanno fatto da comprimari: Camier sul podio in Gara1 poi è rientrato nei ranghi; la Honda, assente Rea, ormai l’abbiamo persa; le Ducati del team Liberty sono andate molto male, Corser si è anche fratturato e le Kawasaki del team Pedercini sono riuscite ad andare a punti in entrambe le manche, anche se con 15 moto all’arrivo per andare a punti bastava arrivare in fondo.

SUPERBIKE GARA1 HIGHLIGHTS

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SUPERBIKE GARA2 HIGHLIGHTS

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SUPERSPORT HIGHLIGHTS

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SUPERSTOCK HIGHLIGHTS

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