Autore:
Stefano Cordara

CON LE BORSE All'Eicma ci vado in moto, da sempre. E in quei giorni cerco sempre di avere per le mani moto con le borse. Perché sono troppo comode. E perchè così riesco a piazzare casco giacca e scarpe da moto, mi cambio (sotto la pioggia perché quest'anno il parcheggio moto era finalmente alla porta Est ma all'aperto) e affronto il Salone vestito come un umano. Buon per te, cavoli tuoi penserete voi.

SPORT ALTERNATIVO Invece no, sono cavoli di tutti. Questa storia delle moto con le borse è proprio perfetta per introdurre l'argomento Eicma 2010. Perché, tramontato il periodo delle sportive e con le naked in oblio, saranno proprio le "moto con le borse" le nuove protagoniste del mercato. Enduro, sport touring, crossover e dintorni è questo quello che si è visto di più all'Eicma 2010, è qui che le Case ci stanno portando. Perché? La risposta è semplice: stiamo diventando vecchi.

AGÈ Come già successo in altri Paesi europei anche in Italia l'età media del motociclista si alza e quando diventiamo "vecchi" vogliamo stare anche comodi. Non che non ci vogliamo divertire, ma abbiamo anche capito che spezzarci la schiena su due semimanubri, su strade bombardate dai velox non è il massimo. Vogliamo goderci la moto diversamente.

SI CAMBIA GENERE Per cui cerchiamo di soddisfare il nostro ego in altri modi e le Case, in un momento in cui l'unica consolazione è rappresentata dalla quota di mercato, cercano di differenziare al massimo l'offerta per catturare più motociclisti possibile. Lo fanno uscendo anche dal "seminato", proponendo moto diverse, modelli che solo 3 anni fa parevano impensabili per quel marchio (vedi la Diavel) o cercano nuove vie (vedi la Honda Crossrunner). Perché un motociclista conquistato è un punticino in più di market share con cui far vedere grafici in salita, quando tutto è in drammatica discesa.

UN PO' DIVERSE, TANTE DISCUSSIONI Proprio queste moto "atipiche" sono quelle che inevitabilmente fanno discutere di più gli appassionati. Ma è sempre così quando si esce dal seminato o si propone qualcosa di non perfettamente allineato con l'immagine del marchio: ci si espone a molte critiche. Il motociclista è l'uomo più conservatore del mondo e finché il marchio segue il "sentiero" imboccato è apprezzato, quando invece devia bruscamente... non molto.

IN MEDIA STAT VIRTUS Intanto, in mezzo a qualche eccesso (e anche a qualche riciclo, del resto in qualche modo bisogna pur risparmiare...), la richiesta da parte del pubblico di moto meno esagerate per peso e dimensioni sembra essere stata ascoltata. Guardate alcune delle novità del Salone: Triumph Tiger 800, Honda Cross Runner 800, Honda CBR 600 F, Kawasaki W 800, Kawasaki Z1000SX e, perché no, anche Honda CBR 250: notate niente? Non ci sono 1200, niente pesi esagerati, dimensioni elefantiache. O meglio, quelle moto ci sono ancora ma, almeno, non ci sono più solo loro... Se l'anno scorso scrivevamo che alcune delle novità erano arrivate fuori tempo massimo quest'anno sembra che chi costruisce moto abbia cambiato rotta in fretta.

URBANO A CHI? Quello che invece mi stupisce, ma in negativo, è l'assoluta assenza di nuove proposte alternative per la mobilità urbana da parte dei colossi della moto. Sì, è vero, BMW farà scooter e questa è una notizia, ma farà un simil TMax ancora più esagerato mentre del nuovo C1 (classico esempio di successo postumo) ancora non c'è l'ombra. Nemmeno di alternative al Piaggio MP3, che troverà un concorrente (tosto) solo nel nuovo Quadro, che mi pare ancora più geniale; tra l'altro è figlio dello stesso padre: Marabese... Inutile sperare di risollevarsi dalla crisi se non convinciamo gli automobilisti a lasciare nel box l'automobile per muoversi con qualcosa di più snello veloce e... quasi di ugualmente sicuro. Mi stupisce davvero che i big giapponesi non si siano ancora mossi in questa direzione. Ma ultimamente, a parte qualche eccezione, mi sembra che là dove nasce il sole si stia abbastanza con i remi in barca, in attesa di tempi migliori e di uno Yen meno esoso.

VERDE NELL'ANGOLO Un'altra piccola delusione è quella del Green Planet, il padiglione "verde": l'Eicma lo aveva annunciato in pompa magna ma poi il pianeta verde è stato cacciato in un angolino del padiglione 2. Poche proposte e molto ammassate: ci si passava senza quasi accorgersi (la moquette verde però c'era). Un po' troppo poco per quella che ultimamente viene sempre strillata come la mobilità del futuro. Per farlo così, tanto valeva non farlo.

OPERATORI? Inoltre e sarò ripetitivo, il giorno della stampa e degli operatori si trasforma come sempre nella giornata del pubblico non pagante. C'è di tutto (anche se mi è parso leggermente meno dell'anno scorso) una folla incontrollata che rende inutili e anacronisctiche le conferenze stampa agli stand (tanto con il casino che c'è non sente nessuno), che tra l'altro come tutti gli anni seguono un'agenda quasi ingestibile per come sono distribuite lungo una chilometrica fiera con aree mal collegate tra loro (ma perchè mettere i padiglioni per lungo?). Una situazione che scontenta noi che ci dobbiamo lavorare, scontenta le Case che espongono e ci devono lavorare. Il confronto con Colonia, (più piccola e anche meno "casinara" ma con una sala stampa degna di tale nome la possibilità di lavorare al meglio), è davvero imbarazzante. Lo dico ogni anno, bisogna cambiare.

CARNE AL FUOCO In ogni caso,tutto è bene quel che finisce bene, basta guardare il nostro speciale per capire che di carne al fuoco ne è stata messa  molta, le Case non si sono tirate indietro, di novità ce ne sono state a bizzeffe e davvero quest'anno spaziavano in tutte le cilindrate e tipologie di moto. L'Eicma a chiuso i battenti con un record di accessi, segno che le moto piacciono (almeno da vedere) e anche se il mercato non decolla, come scrivevo l'anno scorso, sognare costa solo il prezzo del biglietto (anche un po' caro tra l'altro..).

ORA DICO LA MIA
Come faccio di solito mi permetto, a porte chiuse, di dire ciò che mi è piaciuto e ciò che mi è piaciuto meno di alcune delle protagoniste del Salone. Ovviamente, come sempre, ci sarà chi non è d'accordo con me. Per cui dite la vostra, lo spazio commenti vi aspetta.

APRILIA TUONO
Lo stesso, fantascientifico pacchetto elettronico della RSV4 non riesce ad accendere gli animi. La sorella con la carena è la sportiva più bella del mondo, la nuda non convince del tutto. Strano, ma è passata quasi in sordina.

BMW C-CONCEPT
Anticipa le linee dell'automatico di Baviera, che ha come evidente obbiettivo quello di strappare clienti al TMax. Un altro maxi scooter (sicuramente costoso) che vuole diventare un motus-symbol per chi ha soldi da spendere.

BMW G650
La crisi è crisi per tutti e anche chi non piange come BMW chiama la "riservista" F650GS (sempre in listino in vari paesi) le rifà il trucco, cambia la consonante e la rimette in listino. C'è un po' puzza di riciclo, ma l'obbiettivo è importante, andare a caccia del "ceto medio" con un budget di 7.000 € che adesso l'elica non la prendeva nemmeno in considerazione. Cosa non si fa per il market share...

DUCATI DIAVEL
Se ne parlava da secoli ed eccola qui; al solito allo stand Ducati la folla era tantissima, ma contrariamente al solito, quando si parla di Ducati i commenti per lei non sono tutti positivi. Forse nel suo segmento c'è qualche moto che appaga più l'occhio. È una moto "strana", difficilmente collocabile dal design a tratti forzato e bisogna farci l'occhio. Fatico a inquadrare l'acquirente tipo ma proprio per questo magari ne ha molti. Le dotazioni tecniche sono indiscutibili, da prima della classe, e poi si guida alla grande, dicono.

HONDA CROSSRUNNER
Non è la moto che non c'era, come hanno affermato in molti, ma è un'interessante interpretazione di un segmento che la Yamaha TDM ha inventato anni fa. Potenza giusta, peso giusto, motore hi-tech (V4 con Vtec). La base tecnica è eccellente, ma.. come dite? vi sembra di aver già visto quel telaio, quel motore, quelle ruote e quei freni? beh non sbagliate.

HONDA CBR 600F
Anche qui la base tecnica è consolidata (quella della Hornet) ma sono ormai lontani i tempi in cui si faceva un progetto per ogni moto. Però Honda ha lavorato molto bene e la CBR 600 F si distanzia per qualità e prestazioni dalle altre sport touring giapponesi di classe media (almeno ha i semimanubri). Alla gente è piaciuta molto, segno che in Honda ci hanno visto giusto.

HUSQVARNA MILLE3
Ci si aspettavano le bicilindriche con motore 800 BMW di cui si parla da tempo, è arrivata questa mille che lascia il tempo che trova. E' un esercizio di stile ma a cosa potrà portare?

KAWASAKI Z1000SX
L'abbiamo anche già provata e ha confermato quanto di buono avevamo immaginato. Non servono un motore 1200, un peso massimo e una marea di cavalli per fare una sport touring azzeccata. Kawasaki poi, è la migliore nel rivestire le naked.

KTM 125 DUKE
Piccola naked inequivocabilmente KTM. Finalmente anche per i giovani qualcosa si muove. Ha un marchio pesante, promette qualità e costerà meno di 4000 €. Ben fatto!

MOTO GUZZI STELVIO 2011
Non l'aspettava nessuno, è arrivata a sorpresa. Sistemato il motore, sistemata l'autonomia, anche il design è più gradevole. Questa è la Stelvio giusta, peccato che ci siano voluti tre anni per arrivarci.

MV Agusta F3
Secondo Castiglioni questa è la moto che deve rilanciare MV. Spero per lui che ci riesca perchè la MV è patrimonio nazionale. La F3 è bella, tecnologica, insomma ha tutte le carte in regola ma purtroppo arriva in un segmento ormai in apnea. Forse era meglio ripartire dalla "brutalina"...

PIAGGIO VESPA PX
Congedata dal servizio e poi richiamata alle armi quasi a furor di popolo per contrastare l'armata indiana, sembra però un'occasione persa. È vero, è l'originale, ma è rimasta proprio com'era mentre dall'altra parte sono andati avanti con motori 4T a iniezione. E la gente se ne è accorta...

QUADRO TECNOLOGIES
In un piccolo laboratorio alle porte di Milano si nasconde il genio tecnico di Marabese. Si è inventato l'MP3 e adesso va oltre con il Quadro, che ha 4 ruote e un look aggressivo. Un veicolo urbano che ci piace un sacco. Peccato che il marchio non sia "famoso" e dalle nostre parti il marchio conta ancora molto.

SUZUKI GSR 750
Arriva dopo un parto che è sembrato elefantiaco, ma non riesce a stupire. La sensazione è che fosse stata chiusa in un cassetto da un po' e quando è arrivata è sembrata un po' in ritardo. Il design va sul sicuro per piacere subito, ma in qualche particolare spuntano segni di risparmio...

TRIUMPH TIGER 800
È, a mio parere, una della Case che si sta muovendo meglio di questi tempi, la Tiger 800 (che ci ha tolto il sangue con foto rubate e teaser) è un bel progetto che ha i numeri per fare molto bene. Punto a sfavore un look molto GS che denota una certa mancanza di fantasia, ma a guardarla da vicino, la Tiger è fatta molto meglio della bicilindrica di Monaco e costerà anche meno.


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