Autore:
Luca Cereda

ITALIAN JOB Anche quest'anno si vota l’ ”auto più amata dai tedeschi” e la Volkswagen Golf vince. Embè, che c’è di nuovo? Nulla, apparentemente, tenuto conto che il risultato non è certo inedito. Salvo poi scoprire che i voti sono truccati. Così nell’occhio del ciclone è finito l’ADAC, organizzatore del concorso. Per chi non lo conoscesse, l'ADAC è praticamente l’equivalente tedesco del nostro ACI, nonché vera e propria istituzione per gli automobilisti europei con le sue classifiche di affidabilità. 

PLUSVALORE L’accusa è di aver barato sui numeri nella comunicazione dei risultati. Incredibile ma vero, succede anche in Germania. Voti gonfiati, questo è il problema: 34.299 dichiarati (per la Golf) contro 3.409 effettivamente ricevuti. L’esito del concorso, ovvero la vittoria della Golf, non sarebbe invece in discussione. Ma è inevitabile che la credibilità dell’ADAC in questo momento stia vacillando per via dello scoop della Suddeutsche Zeitung, risalente già una settimana fa. Dopo le iniziali smentite di rito, l’ADAC ha finalmente ammesso le sue colpe. Ci ha rimesso il responsabile della comunicazione dell’Ente, Michael Ramstetter, tra le altre cose direttore di Motorwelt, l’house organ dell’ADAC, costretto a dimettersi seduta stante.

GIALLO NEL GIALLO Ma per l’Automobil Club tedesco (il più grande d’Europa con quasi 19 milioni di iscritti) i guai non finiscono qui, anzi, forse devono ancora cominciare. Perché da un lato ci sono le Case che esigono trasparenza sui risultati del “Gelber Engel” (letteralmente “Angelo giallo”: il premio si chiama così perché giallo è il colore sociale dell’ADAC), e dall’altra gli automobilisti tedeschi, increduli e – a ‘sto punto –sospettosi. Anche, per esempio, nei confronti dei crash test, delle classifiche di affidabilità, delle prove sulla sicurezza dei tunnel o delle statistiche sui danni alle strade pubblicate dall’ADAC. Considerate ben più importanti del “Gelber Engel”.


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