Autore:
Silvio jr. Suppa

ARTE E AUTO I primi, quasi quindici anni fa, sono stati proprio i bavaresi. Prendi qualche esemplare di un’auto bella già di suo, lascialo in pasto ad un gruppo di artisti e poi esponi i risultati. Il binomio arte-auto, in tempi di produzione robotizzata s’intende, è cominciato così e continua nella stessa direzione, come dimostra l’ultima estrosità in fatto di Mini.

PUBBLICITA' Ma oggi non bastano più carrozzerie schizzate, quadri semoventi che ci manca solo la firma, parole scritte sulla lamiera (ottimo passatempo leggersi il cofano durante le soste al semaforo). La parola magica è Pubblicità: altro che opere dedicate agli appassionati, l’arte montiamola sui cartelloni.

AUTORITRATTI In BMW ci sono andati pesanti, infilando direttamente quattro quadri al posto dei passeggeri sulla Serie 6 Cabrio. Ma di quelli che non si confondono, come l'autoritratto di Van Gogh o di Modigliani… Insomma abbastanza da accendere un sorrisetto malizioso sul volto di chi li riconosce, e li fa notare agli amici. Il gioco è tutto qua, creare soddisfazione in chi si riconosce nel target colto e metropolitan-borghese della cabrio tedesca.

SULLE TELE Lo slogan è Dynamic Art. Forse si poteva fare anche di meglio, per esempio il fascino della tela. Però si sarebbe troppo concentrata l’attenzione sulla capote, mentre è tutta l’auto (specie quando porta la ancor controversa firma di Bangle) che deve diventare "artistica". E bella. Il legame con l’arte significa anche questo, cercare di sottolineare la bellezza.

TROMPE-L'OEIL È per questo che alla Peugeot hanno avuto un’idea non poi così tanto diversa. Le varie 307 sono associate in pubblicità ad altrettante raffigurazioni, differenti per ogni versione. Si va dal fulmine che squarcia il garage sul tetto (chiuso) della CC, alla strada che sinuosamente prolunga il cemento di fronte alla cinque porte, quasi a voler suggerire che la Trecentosette è fatta per muoversi, andare fuori, non restare parcheggiata al coperto.

MICHELANGELO Ma il massimo dell’espressione artistica Peugeot si ha con la Essevu. Dato che il padiglione vetrato non è di quelle caratteristiche di secondo piano, è il caso di enfatizzarlo per benino e sul solito posto macchina compare un soffitto tutto da guardare, praticamente affrescato. Tanto affrescato da ricordare quasi la Cappella Sistina. Con l’intenzione non di scoprire l’insegnante di Storia dell’Arte che è nell’acquirente, quanto suggerire un senso di bellezza. E contemporaneamente proporre la caratteristica del prodotto con ironia.

SERIE 3 TOURING Così come ha fatto in precedenza ancora la Bmw con la campagna di lancio della Serie 3, che proponeva la visita ad una pnacoteca in cui i quadri ambientati nell'antichità avevano come protagonista la Bmw Serie 3 Touring. Il messaggio immediato era fin troppo banale (l'auto come opera d'arte), ma quello più ilportante mirava a colpire più in profondo il senso estetico del potenziale cliente, esprimendo nelle immagini una sensazione di bellezza e di classicità che si voleva trasferire immediatamente sul prodotto.

ART CAR Se tavolozze e pennellate vanno di moda fra i pubblicitari, anche le Case stesse pensano a stendere il colore. La Mini immacolata con disegni artistici sul corpo vettura non è una delle infinte personalizzazioni offerte in concessionaria, ma un lavoro d'artista. In America la Volvo V50 – già interessante per chi ama il moderno con la consolle rubata a Bang&Olufsen e

gli inserti trasparenti Iced Aqua – è finita nelle mani dell’autore brasiliano Romero Britto. Risultato, un bell’esempio di Neo-pop. Il tutto a scopo benefico, per l’organizzazione Best Buddies che si occupa di individui affetti da handicap mentali.

CAR DESIGN In tema di arte e auto però si può andare ancora oltre. E arrivare a Monaco, dove al museo Neue Sammlung, il più grande al mondo dedicato al design ed alle arti applicate, non manca un’altra trovata BMW. Si chiama "Art of Car Design" ed è una parete leggermente accartocciata e tagliata come un foglio che sventola. Il massimo per chi segue l’architettura sperimentale, ma anche per gli aficionados bavaresi che scoprono frammenti e ritagli di stile automobilistico dissimulati nel marmo. E potranno dire «Vedi i miei cerchi? Sono in un museo»...

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  2002 - Jenny Holzer
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1992 - Sandro Chia


1992 - Sandro Chia

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