Autore:
Luca Cereda

FREESTYLE E’ una fuoristrada vecchio stampo ma stavolta veste giovanile e mostra i muscoli in città. Suzuki Jimny Street è l’ultima versione della mini 4x4 giapponese, tirata in soli 90 esemplari dal look ispirato alla streetlife e con dotazioni extra. Sarà in  concessionaria da luglio inoltrato al prezzo di 19.900 euro.

NAVIGATA La bomboletta spray colora di arancione “graffiti” qua e là per la carrozzeria, arrivando sulle cornici dei fendinebbia, i supporti delle barre al tetto, la presa d’aria del cofano motore, ma pure  - all’interno – su alcune superfici della plancia e sulle bocchette di ventilazione. Ha un’aria più sbarazzina e modaiola, la Suzuki Jimny Street, che completa l’outfit con verniciatura prevalentemente bianco perla, cerchi bruniti e l’immancabile copriruota “da collezione”, dove stavolta è raffigurata la skyline di una città. Anche l’allestimento sottolinea una vocazione insolitamente urbana per la Jimny. Nei 19.900 euro f.c. sono compresi interni in similpelle, il navigatore con schermo touch da 7’’, il Bluetooth e Isofix. Il resto, come da tradizione, è ridotto all’essenziale, compreso un cambio manuale dalla leva lunga come un grissino, per sensazioni di guida dal sapore rétro.

PESO PIUMA Telaio a traliccio e riduttore, un corpicino compatto e leggero (1.135 chili), un’altezza minima da terra che sfiora i 20 centimetri (nettamente superiore alla media dei minisuv tanto in voga oggi) e sospensioni dall’escursione infinita continuano a fare della Jimny, anche in questa versione metropolitana, una scalatrice senza pari nella sua categoria. Ne ho avuto la riprova nel bel mezzo di una città come Torino, dove cotanto armamentario torna utile tutt’al più quando tocca darsi parcheggio creativo (ove legale…), in condizioni normali. Ma questo primo contatto con la Jimny Street, di normale c’era ben poco.

NINJA Per l’occasione Suzuki Italia ha allestito (in totale sicurezza) una gymkana urbana in puro stile parkour tra le architetture industriali del Parco Dora, dove la Jimny Street è stata chiamata a salire e scendere le scale destreggiandosi in una strettoia di coni, possibilmente senza far cadere le palline poggiate sopra, improvvisare dei twist per superare canaletti di scolo dell’acqua, e perfino salire con due ruote su un muretto simulando un passaggio con forte pendenza laterale, tipico della guida offroad (ma con la difficoltà di mantenere le ruote “alte” nello stretto binario costituito dallo spessore del muretto). Uno scenario volutamente paradossale, da non replicare nel parchetto vicino a casa né altrove, ça va sans dire. Ma che per l’ennesima volta ha visto la Jimny sfoggiare doti atletiche impressionanti.

SALISCENDI Sempre, rigorosamente con le ridotte inserite (sulla Jimny il passaggio tra le varie modalità di guida 2WD, 4WD e 4WD-L, le ridotte appunto, è sequenziale) per avere maggiore controllo del mezzo e tenere un passo felpato in pendenza, il suzukino è sceso dai gradini senza accusare colpi, sfruttando l’altezza da terra generosa e i suoi angoli di attacco (34°) e di uscita (46°). Capite bene che, al confronto, salite e discese quotidiane, anche sulle strade sterrate di montagna, diventano una passeggiata di salute. Gli altri passaggi hanno messo ancor più in risalto il molleggio, con le sospensioni che a volte sembrano avere una corsa interminabile, e il telaio, una scorza da pugile, per come incassa saliscendi, caditoie e muretti. Mai come stavolta, però, la ricca gallery e il video (con protagonista Lorenzo Codecà, pilota ufficiale Suzuki nel Cross Country Rally) raccontano più di mille parole: cliccate sopra.