Autore:
Luca Cereda

RITORNO AL FUTURO Quando l’auto guiderà da sola tutto cambierà. Con sensori e chip al timone, noi automobilisti saremo solo dei passeggeri? Un bel tablet al posto del volante, addio leva del cambio e ciascuno faccia pure quello che gli pare, tranne guidare? Probabilmente sì. Ma non è detto che andare in macchina debba per forza tradursi in un’esperienza noiosa. Al Los Angeles Design Challenge 2014, di ritorno come ogni anno con l’omonimo Salone, si fantastica (anche) su questo.

X-FILES Come interagiranno uomo e auto nel 2029? Comincia così il Los Angeles Design Challenge. Come sempre, con una domanda. Una domanda rigorosamente proiettata al futuro alla quale le Case, attraverso i loro Centri Stile, sono chiamate a rispondere senza timore di osare. E così, visione dopo visione, prendono forma bozzetti di prototipi e dispositivi apparentemente usciti da un film di fantascienza. Salvo poi, a distanza di pochi anni, scoprire che qualcosa di simile esiste davvero. E magari giaceva in qualche luogo recondito degli headquarter delle Case, custodito come un x-file.

PRIMA TRANCHE Si scherza, è ovvio. Ma solo fino a un certo punto. Anche perché, oggigiorno, niente come la comunicazione uomo-auto (e viceversa) sta facendo passi da gigante. In attesa di McLaren, BMW USA e SAIC Motor MG, per il Los Angeles Design Challenge sono giunte le prime proposte firmate Honda, Acura, Infiniti, Qoros e Peterbilt (special guest proveniente dal mondo Trucks) che potete studiare una ad una nella gallery. Il vincitore del contest, invece, verrà annunciata soltanto all’apertura del Salone di Los Angeles, il prossimo 20 novembre.