Autore:
Paolo Sardi

CORSA A OSTACOLI L'ultimo tratto di Polonia prima della frontiera con la Bielorussia vale come una tesi di laurea per le sospensioni della Logan. L'asfalto offre un campionario di buche, avvallamenti e malformazioni che ha pochi eguali. Il tutto condito, poi, con l'occasionale incrocio con binari che svettano dal manto stradale neanche fossero gli ostacoli nei 3000 siepi. L'assetto rialzato e più sostenuto rispetto a una vettura normale permette comunque alla Dacia di incassare i colpi con la disinvoltura di un veterano del ring.

TUTTA D'UN PEZZO Gli scossoni, tra l'altro, non provocano cigolii e rumori anomali. La plancia della Logan bada soprattutto al sodo, con poche concessioni al lusso, ma ha il pregio non da poco di essere fatta con una stampata unica, senza dunque punti di giuntura che potrebbero acquisire giochi nel tempo. Le plastiche sono rigide ma belle grasse, non croccanti. Lo stesso vale anche per i pannelli portiera, con una bizzarra maniglia scavata e qualche vite di troppo a vista. Se su queste ultime si può sorvolare, un appunto va invece ai comandi della climatizzazione, sistemati troppo in basso sulla consolle centrale. Per azionarli si deve per forza distogliere lo sguardo dalla strada. Per fortuna che verso la Bielorussia il traffico è quasi inesistente e le brutte sorprese in strada sono una rarità...

RECORD Il discorso sul traffico vale in generale ma non a ridosso del confine. Qui una fila di tir lunga svariati chilometri sembrerebbe purtroppo avvalorare la voce secondo cui superare la frontiera Bielorussa sia un bel pasticcio. Alla prova dei fatti, invece, tutto fila liscio come l'olio. Sarà che gli italiani sono simpatici a tutti (specie alle doganiere locali in minigonna...), sarà che le due Logan in configurazione raid catturano l'attenzione di tutti, fatto sta che passiamo il posto di confine in"soli" tre quarti d'ora senza che qualcuno metta in naso tra i bagagli. Il tutto nonostante il fatto che nessuno in divisa parli mezza parola di una lingua occidentale. Da queste parti un tempo così deve valere quasi un record!

MEGLIO DEL PREVISTO Quanto alla Bielorussia, la qualità delle strade sembra meglio del previsto, con una pavimentazione dignitosa e corsie ampie, almeno sulle arterie principali. Qui ogni tanto s'incontrano curiosi pannelli che informano su temperatura ambiente e dell'asfalto neanche si fosse all'Autodromo di Monza per un turno di prove in pista, anche se qui il problema non è la pole position ma il gelo in inverno... Dalla Polonia a Minsk, passando per Grodna e Lida, ci sono circa 290 km nei quali non si può superare la velocità di 100-110 km/h. Per fortuna però - a parte centri abitati e cantieri - velocità massima e media arrivano quasi a coincidere e la tappa si chiude in leggero anticipo sulla tabella di marcia. Meglio però non farsi illusioni: bissare questo risultato nei giorni successivi,entrando in Russia, non sarà tanto facile.


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