Autore:
Paolo Sardi

AL PASSO 380 chilometri non sono tanti in assoluto. Tuttavia anche questa distanza può diventare importante, se non addirittura impegnativa, quando bisogna percorrerla tutta su strade statali e provinciali polacche, con ferrei limiti di velocità da rispettare assolutamente perché lo spauracchio autovelox è arrivato anche a queste latitudini. Le velocità consentite sono pari alle nostre; 50 in città e 90 fuoriporta, con frequenti eccezioni segnalate sul posto: 80, 70 e talvolta pure 60.

PIOVE SUL BAGNATO A complicare il nostro trasferimento ci sono poi un paio di altre cose. In primis la presenza, sulla via che va da Torun ad Augustow, di un'infinità di cantieri, a volte anche con senso unico alternato regolato da semafori, che fanno scendere la nostra media. In seconda battuta, la pioggia, che sarebbe un fattore trascurabile sulle arterie di molti Stati europei ma non su quelle della Polonia.

GIOSTRA MEDIEVALE Il fondo della strada mal preparato e il gran numero di tir in circolazione ha infatti creato quasi ovunque due solchi sull'asfalto (che tra l'altro non è affatto drenante), tipo quelli che si creano sulle strade sterrate di campagna. Qui si raccoglie l'acqua in due canali paralleli, con il costante rischio di aquaplaning ogni volta che si viaggia al centro della corsia. Per evitare il problema non resta che spostarsi sul ciglio della strada, correndo pericoli facilmente immaginabili. L'alternativa è stare più verso la mezzeria, rischiando però di dar vita a una sorta di torneo medievale a colpi di specchietto se chi proviene in senso opposto usa la stessa strategia e non si sposta.

NON ALZA IL GOMITO In tutto questo la Logan sguazza, in tutti i sensi. Viaggiando a velocità codice in quinta, è capace di accontentarsi di un litro di verde ogni 16 km, mentre in autostrada la percorrenza media è di 12 km/litro, pronti però a diventare 10 se si è disposti a giocarsi la patente. Quando si timona tra i canali, lo sterzo mostra qualche limite di sensibilità e precisione. Dato però che la Dacia non è una sportiva, il difetto può essere considerato poco più di un peccato veniale.

VEDIAMOCI CHIARO La pioggia fa inoltre emergere un'altra piccola magagna. Delle due ante che chiudono il bagagliaio, solo una ha il tergilunotto. L'altra rimane invece sporca e limita un po' il campo visivo, già di suo non eccezionale. E a proposito di vedere, questa puntata del diario di viaggio esce inizialmente senza foto perché nell'albergo di Augustow la linea veloce non funziona. Generalizzando, l'impressione è che più ci si spinge a est e più si dovrà in un universo lontano dal nostro, dal punto di vista architettonico, urbanistico e sociale. Un esempio su tutti: diventa sempre più complicato trovare gente che parli l'inglese. Con la prossima tappa si entra in Bielorussia: con questi presupposti è meglio tenere le dita incrociate anche perché nessuno dello staff Renault è con noi a sbrigare le pratiche in dogana...


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