Autore:
Andrea Rapelli

DALL'OLANDA CON FURORE Lo sparuto gruppetto di supercar olandesi si allarga felicemente: è il turno della Vencer Sarthe, che prende il nome dall'omonimo circuito che ospita, ogni anno, la 24 Ore di Le Mans. Oltre ai quartieri a luci rosse, alla cannabis e ai tulipani, insomma, dietro l'Olanda c'è di più, meccanicamente parlando.

MISTO GRIGLIA A vederla, forse, possono spegnersi un po' di bollori: la Vencer Sarthe non è il tipo di auto che può dirsi elegante o bella. Piuttosto, è un tipo, con un mix di linee ripreso un po' da qui un po' da là. Se il frontale sembra in palla, per la coda si poteva fare qualcosa di meglio. Il focus dei progettisti era altro, evidentemente: gli interni, per esempio. Realizzati – secondo il comunicato – con cura e materiali artigianali, sono un misto di pelle, carbonio e Alcantara nera. Con un ampio display digitale al centro e la leva del cambio, rigorosamente manuale, in stile Ferrari di una volta.

FORTE, VA FORTE Con un peso complessivo pari a poco meno di 1.400 kg, non è difficile per la Vencer Sarthe raggiungere velocità da capogiro (338 km/h) in pochissimo tempo (0-100 archiviato in 3,6 secondi). Il merito, però, va anche ai 622 cv sotto al cofano e agli 838 Nm garantiti dal V8 da 6.3 litri sovralimentato. Il tutto per 270.000 euro e spiccioli. Avrà un futuro?