Autore:
Luca Cereda

FEBBRE DA KILOWATT Alla vigilia della presentazione c’era gente campeggiata fuori dai concessionari Tesla, in fila di notte per versare la caparra (nonostante i pre-ordini si potessero fare comodamente co mouse e PC…). Scene degne dei più sfegatati fan dell’iPhone. A tre settimane dal debutto, Elon Musk già gonfiava il petto con 400.000 ordini registrati per la sua elettrica democratica, la Tesla Model 3, della quale ancora non si conoscono molte caratteristiche tecniche e i più non hanno ancora toccato con mano. Ma il prezzo fa gola: 35.00 dollari, circa 31.000 euro oggi.

SERVE UN BOOST Ma i fan della Model 3, un popolo i rapida crescita, se ne fregano altamente. Piuttosto, la loro ansia è di avere l’auto il prima possibile. Per accontentarli, Musk sta lavorando alacremente, con aumenti di capitale e partnership strategiche. Che si dovesse aspettare un po’, già si sapeva: prima della fine del 2017, nessun adepto avrà la sua Model 3. Ma con 400.000 ordini registrati praticamente in bianco, Tesla qualcosa per accelerare i tempi doveva fare. E dopo le ultime mosse, adesso prevede di consegnarne 500.000 entro al 2018, anziché entro il 2020 come da stime iniziali.

A TUTTO VOLUME (DI PRODUZIONE) Per riuscirci, Tesla ha ceduto azioni in Borsa per 1,4 miliardi di dollari. E soprattutto ha potenziato la sua partnership con Panasonic, che investirà 1,6 miliardi di dollari per supportare la produzione della Model 3 nella Gigafactory di Tesla, nel Nevada.

COS’HA DI SPECIALE Tutti pazzi per la Model 3, insomma. Ma perché? C’è da dire che negli USA, soprattutto in California, l’auto elettrica ha tutto un altro appeal. E la Tesla Model 3 – che qualcuno ha già bollato come l’iPhone dell’automobile, sulla scia dei paragoni che si fanno tra i rispettivi imprenditori Musk e Steve Jobs – non è un’elettrica qualunque. Ha un design sexy, proprio come i prodotti Apple, interni minimalisti ma molto hi-tech e un’accelerazione da auto sportiva, se è vero che le versioni più economiche avranno comunque uno 0-100 da 6’’ (clicca qui per approfondire). Figuratevi quelle con la modalità di guida Ludicrous Mode, già varata sulla Model S.

CHI PRIMA ARRIVA… Ma soprattutto la Model 3 promette di essere un’auto sfruttabile, da guidare senza l’ansia da motore elettrico. Ha cinque posti veri – almeno, così ci dicono – e una riserva di batteria vicina ai 350 chilometri con un ciclo di carica. La parola di Musk sembra aver convertito molti scettici, oltre che acceso gli entusiasmi di chi aspettava l’auto elettrica democratica. Con trepidazione sempre crescente, al limite della ressa. Tant’è che adesso Tesla pare intenzionata a regolare l’accesso al configuratore della Model 3 in base alla cronologia dei pre ordini. Come si dice? Chi prima arriva meglio alloggia, no?     


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