Autore:
Luca Cereda

ORA E’ MEGA Tata rispolvera la Pixel e la fa evolvere un po’. A Ginevra va in scena il secondo step di un progetto avviatomesi fa dal prototipo di una citycar eco-friendly, la Pixel appunto, rilanciato ora da questa Tata Megapixel esposta in anteprima alla kermesse ginevrina.

APRITI SESAMO Era una citycar high tech dal motore (diesel) molto parco, la Pixel; ora che si chiama Megapixel è diventata un’elettrica ad autonomia estesa. Il look ovulare rimane quello delle origini, ma cambiano, e non poco, alcune soluzioni progettuali, non soltanto sottopelle. Basta guardare la fiancata: al posto delle scissor-door della Pixel, la Megapixel offre due porte per lato che scorrono una in avanti, l’altra all’indietro offrendo un ingresso all’abitacolo principesco. Di conseguenza i designer indiani hanno dovuto ridisegnare appositamente anche il layout della finestratura.

MINI-MONO Lunga soltanto 3,5 metri, la Tata Megapixel offre al suo interno quattro posti (frutto di altrettanti sedili singoli) e un arredamento high tech, al quale non mancano interfacce touchscreen capaci di interagire con smartphone e dispositivi mobili di ogni genere. Quattro piccoli motori elettrici, montato ciascuno in corrispondenza di una ruota, ed un mini monocilindrico a benzina da 325cc si occupano invece della trazione. Così configurata la Tata Megapixel garantisce 900 km di autonomia con un pieno ed emissioni pari a 22 g/km di CO2.     


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