Autore:
Silvio jr. Suppa

CINQUE PORTE Sembra la coupé Salsa con due porte in più. Stesso styling dinamico, stesso sguardo elegantemente arrabbiato, stesso taglio dei finestrini. Stessa codona bombata con i gruppi ottici alti e piccoli, per fare il paio con quei due occhielli cromati che sono i terminali di scarico. La cintura è più bassa, l’aspetto un po’ più da multispazio compatta, ma la parentela è stretta. Tranne in un particolare: il graffio sulla fiancata. Che in futuro solcherà tutte le Seat, e non è l’unico dettaglio destinato alla produzione di serie.

TUTTO CAMBIATO

La Altea è praticamente un’auto fatta e finita, attende solo di essere prodotta nel 2004 per completare la gamma accanto a Ibiza e Léon. E scendere in strada portando un nuovo brand image dai tratti spagnoli. Merito per buona parte dell’ex-stilista Alfa Romeo Walter de’ Silva, che dopo aver riscaldato la mina sui fogli dei prototipi ha finalmente disegnato per intero una compatta di serie. Senza ricorrere a scudetti e calandre storiche extralarge, sul frontale c’è sempre e il vecchio classico logo. Ma intorno alla S è cambiato tutto.

GATTONE

Dietro al look da gatto pronto al balzo, per esempio, c’è lo studio aerodinamico. Linee fluide, sezione frontale ridotta, perfino tergicristalli e tergilunotto coperti da uno strategico labbro di carrozzeria. E naturalmente l’altezza non è di quelle da fare strage di moscerini. Da lasciare senza parole per una Casa che fino a poco tempo fa produceva la Marbella.

AGILE CHASSIS

Se la carrozzeria è acquattata, anche il baricentro si è abbassato. Perché la base di partenza era già buona, con elementi ripresi dall’Audi A3, ma la voglia di sportività era tanta. I tecnici Seat hanno dispensato anche l’Agile Chassis, cioè il pacchetto che combina assetto indurito e servosterzo autoadattivo, in funzione sia della velocità che dell’angolo di sterzata.

AVANTI E DIETRO

A ciò si aggiunge un bel retrotreno multilink e l’impianto frenante a quattro dischi ventilati. Con un diametro che si intravede alquanto ampio: anche perché di spazio i cerchi ne lasciano in abbondanza, sul prototipo ci sono 19 pollici di lega d’alluminio. Con canale da 8,5" e gomme da 245/35. Perché sulle show-car è bello sognare, anche se davanti c’è un tradizionalissimo MacPherson.

SPORTIVA

Più interessante quello che gira sotto il corto cofano. Il motore dell’Altea prototipo è un muscoloso 2.0 FSI 150 CV, anche lui di provenienza Ingolstadt. Con una coppia di 200 Nm a 3500 giri, e la tecnologia più avanzata che il Gruppo VW conosca in ambito benzina. Sufficiente per far scattare la compatta da zero a cento km/h in 9,8 secondi, coprendo il chilometro da fermo in 31,4 sec. E con una velocità massima di 201 km/h.

ZAMPATE

Tutto ciò per 8,4 litri di carburante ogni 100 km nel ciclo combinato. I dati sono tutti da ufficializzare, in corso di omologazione, ma le versioni top già si preannunciano in grado di sferrare zampate. Anche grazie alla trasmissione, che prevede cambio automatico-sequenziale Tiptronic a sei marce.

FAMILIARE

Non mancheranno le Altea da famiglia: anzi, alla Seat quello delle famigliole con bambini è uno dei target da tenere sott’occhio. L’idea si chiama MSV, Multi Sport Vehicle. L’ennesima sigla per dire che no, non è né una berlina né una monovolume, ma qualcosa d’altro. Un ibrido, una multispazio sportiva. Ovvero una bella macchina che non dimentica che all’interno dovranno accomodarsi dei passeggeri.

SUPERCOMFORT

Per questo dentro c’è tanta funzionalità. Anche tanto hi-tech, come nei sedili posteriori singoli o nella console che sembra la tastiera di un bancomat. Ma l’illuminazione può essere regolata per far riposare gli occupanti, i sedili posteriori si reclinano su due posizioni, la ventilazione è indiretta. Per i pargoli non manca il DVD, e per i genitori dietro alla leva del cambio c’è un dispenser di acqua o soft-drinks. L’auto che fa il caffè è sempre più vicina…

RACING STYLE

L’allestimento della versione concept prevede poi pelle e tessuti tecnologici per i sedili, mentre la strumentazione è disegnata in modo che le lancette rimangono verticali in posizione di riposo, lo zero è in basso sul quadrante. Fa molto racing pure il contagiri al centro fra gli altri strumenti.

MINIVAN?

In coda c’è un bagagliaio che può definirsi tale, con una capienza di 400 litri. Non male per un’auto lunga quattro metri e 29, considerando anche un doppiofondo che può essere parzializzato per caricare i piccoli oggetti. Le mire da minivan sono confermate dall’altezza di 155 cm, che si somma a un passo di 258.

LUCE SEAT

Potrebbe essere l’auto ideale per un papà che porta i figli al parco ma sa anche divertirsi con gli amici. E sul fronte sicurezza oltre al corredo elettronico c’è una novità assoluta: i fari, brevetto Seat. Anabbaglianti e abbaglianti sono in un’unica unità, dotata di un riflettore posteriore e uno frontale. Davanti alle parabole, un diaframma ad apertura radiale che può chiudersi o spalancarsi.

DIODI DIETRO Nel primo caso passa solo la luce degli anabbaglianti, nel secondo il fascio è completo, cioè da convincere chi deve dare la precedenza a fermarsi. Il vantaggio oltre alla maggiore illuminazione è che si può usare una sola lampada allo xeno per faro. In più si risparmia spazio perché il gruppo è meno profondo, e gli indicatori di direzione sono costituiti da LED. Anche dietro i diodi luminosi sono stati sparsi sul paraurti, mentre davanti la nuova fanaleria è talmente tecnologica da rinunciare ai fendinebbia.


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