Autore:
Luca Pezzoni

SU IL CAPPELLO! Questa volta la ruota gira al contrario.Prima la cabrio e poi la coupé. Dopo la Drophead (testa mozzata), il nome più originale e immaginifico che si potesse pensare per una supercar scoperta, al Salone di Ginevra è arrivata la versione chiusa. Il fantasma con due sole porte riprende le forme della sorella senza testa, come le principali misure di carrozzeria e la dotazione tecnica e motoristica. Ispirata al concept EX101 del 2006, in questi giorni debutta per la prima volta in Oriente, al Salone dell'auto di Pechino. Nel paese delle auto fotocopia e insicure, secondo un cliché molto spesso superficiale.

PASSAGGIO IN ORIENTE Ma anche la nazione con un'economia ruggente, quindi con tanti nuovi possibili clienti: la doppia R ha aperto numerosi showroom in Cina a partire dal 2003 e l'ultimo in ordine di tempo proprio nella prossima sede delle Olimpiadi. L'estremo del lusso automobilistico è oramai maturo anche per una città dove tra gli ultimi reduci con bici e carretti iniziano a fare capolino tantissime auto "normali" ma anche le prime Supercar. Secondo gli analisti di mercato in Ucraina, Cina e Brasile il tasso di crescita dei beni di extralusso arriva al 40% su base annua.

TAGLIO INGLESE La Phantom Coupé si circonda dell'allure tipicamente Rolls: imponenza, personalità e opulenza. Non manca il piano d'appoggio "da pic-nic" posteriore ammirato sulla sorella scoperta, che regge fino a 300 kg. Un aplomb tipicamente inglese con un muso camuso che la rende cattiva, quasi come una Defender. Squadrata e con spigoli vivi, con il cofano che si allunga a dismisura, grande come un'utilitaria tutta intera.

CLASSE PURA Il parabrezza invece sembra quasi piccolo e rastremato, ma solo in fotografia, circondato dalla cornice d'alluminio. Poi ci sono le due porte laterali, il tetto appena spiovente e le luci al led laterali che conferiscono il tocco finale. Portamento e andamento sfuggente del terzo volume, con il piccolo finestrino dei passeggeri posteriori, segnano il ritorno nei binari della classe pura. Anche la prevalenza delle lamiere sulle vetrate riecheggia il passato, estremizzandolo.I cerchi sono (enormi) da 21 pollici e calzano dei runflat da 255/50 davanti e 285/50 dietro.

TOCCHI DI CLASSE Costruita sulla stessa piattaforma in alluminio spaceframe della limousine con passo accorciato di 25 centimetri, la Phantom Coupé riprende le porte incernierate al posteriore, esattamente come la Cabrio. Il sistema - sottoposto a severe prove di omologazione - oltre ad offrire un accesso scenografico al salotto regala pure un beneficio dinamico: aumentando la rigidità strutturale. Fattore non secondario considerando che si parla di un fantasma ben poco immateriale: oltre due tonnellate e mezzo alla bilancia (2620 kg dichiarati). Sparisce invece rispetto alla versione aperta la finitura posteriore in legno.

SOTTO LO SPIRITO Sotto il cofano albergano i dodici cilindri a V per una cilindrata di 6,8 litri, con 453 cavalli e uno zero-cento promesso attorno ai 5,8 secondi. La coppia, sovrabbondante, arriva a 720 Nm. Oltre i freddi numeri, da sempre un dettaglio quando si parla di Rolls, ci sono poi i particolari. Che segnano un tentativo di ammodernare nel rispetto della tradizione. Come la carrozzeria tutta in pannelli d'alluminio, le sospensioni a doppio triangolo, le barre stabilizzatrici e unaraffinatezza meccanica figlia in parte del matrimonio con BMW. Dall'iniezione diretta al cambio automatico ZF, dal servosterzo ad assistenza variabile alla distribuzione dei pesi da vera sportiva: 49% davanti e 51% dietro.

VELLUTATA SU STRADA Tutto per confortare i proprietari nella sgroppata domenicale verso il Golf Club. Non manca una spruzzata di elettronica sicura, con il controllo di stabilità, e qualche concessione alla moda (divertente) del momento, con il pulsantino che regala risposte più veraci del cambio. Niente paura per i tradizionalisti affezionati alle andature regali: la coppia del motore è disponibile per tre quarti a soli 1000 giri al minuto. In modo da rendere vellutate le ripartenze di una Super Gran Turismo lunga 560 centimetri, larga 198 (e alta 159).

PELLE VERA DENTRO La lounge interna conferma toni e modi del casato. Non manca il legno vero, con elementi composti da 24 strati fissati a una base di alluminio e poi laccati e lucidati, testati per non scheggiarsi ed essere pericolosi in caso di incidente. E non manca la pelle profumata, anzi per quanto possa sembrare strano per via della diversa conformazione delle poltrone, ne occorre più qui che nella berlina. Il salto nella tecnologia inizia a partire dalle fibre ottiche sul tetto che riproducono il cielo stellato. Optional irrinunciabile. E prosegue con il clima multizona, lo stereo Lexicon Logic e la presa iPod. Una modernità quasi sconvolgente per il marchio. La punta di design riguarda il divano, disegnato da Alan Sheppard, lo stilista della Rolls.

USA IL COMPUTER Ma ai tecnomaniaci interesserà sapere cheil corpo vettura è disseminato di sensori che registrano movimenti e scuotimenti della carrozzeria e che dialogano con il DSC. I computer sono arrivati anche qui, nel regno del fatto a mano e sono stati utilizzati anche in fase di progettazione per verificare il giusto assemblaggio e rispetto delle tolleranze. Normale per le auto di serie ma, fino a pochi anni fa, sarebbe stato impensabile a Goodwood, dove ora la cura artigianale si focalizza sui particolari goderecci.

SU MISURA E si arriva dritti all'argomento caldo nel mondo delle supercar: le personalizzazioni. Indispensabili per rendere davvero uniche le auto e soddisfare ogni capriccio di clienti. Gli indecisi o i voluttuosi potranno passare le giornate a scegliere tra le 44.000 cromie disponibili per la carrozzeria. Accoppiandole con 8 varietà di legni per l'interno e, se ancora ci si vuole togliere qualche sfizio, non manca il menu a comando. Con gli artigiani inglesi pronti a prendere ordinazioni, anche le più strambe. Magari usando la stessa pelle con cui avete rivestito il puf di casa e il legno con venatura simile all'amata pipa.

SMOG DA AMMIRAGLIA A proposito di esagerazioni. Ogni Phantom Coupé viene lucidata per oltre 5 ore in modo da brillare sempre e comunque. Anche se bianca. Ma per evitare l'effetto "Rapper" meglio rimanere sui toni scuri e vestirsi da dandy. E coerentemente con il cielo di Pechino, dove lo smog sbiadisce sole e costellazioni, anche le emissioni di CO2 della Phantom sono da primato. Ben 377 g/km di CO2, quasi l'equivalente di tre berline di media cilindrata. Meno male che per guardare il cielo stellato basta alzare la testa adagiandosi sulle poltrone. Le auto esagerate sono sempre le più interessanti.

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