Autore:
Silvio jr. Suppa

BUONA LA TERZA Fra un’Avantime, una Twingo e una Scénic c’è anche lei, la terza Mégane. Quella che probabilmente si vedrà di meno per strada, che non accoglierà pargoli urlanti come l’altra, che non dice «sono trendy, voglio sedurti» come la prima, ma che in compenso, per sedurre, si spoglia.

IN TOPLESS Tac! Basta premere il pulsante (senza nessuna leva o maniglietta da girare, ruotare, incastrare come di solito si faceva sulle cabrio “piccole”) e in ventidue secondi il cofano posteriore si apre, il padiglione da coupé si spezza e rientra nel suo bel vano pronto a farsi “incoperchiare”. Così la CC (come Certo Che si poteva trovare un nome più originale, il marketing non è più quello di una volta) si svela in versione topless, e nel bagagliaio ci sono ancora 193 dm3 da sfruttare – più di una Seicento, signori.

POLIVALENTE Se invece la giornata è bruttina ed è meglio girare al chiuso, ci si può portare dietro ben 490 litri di baule, al livello di una buona tre volumi da famiglia. Aggiungendo i quattro posti veri e la maggiore polivalenza garantita da un hardtop “on demand”, che esce all’occorrenza, forse qualche genitore potrebbe anche essere indeciso su quale Mégane considerare per prima. Anche perché la lunghezza è di quelle che fino a una decina d’anni fa caratterizzavano vere berline da viaggio, quattro metri e 35, e nell’abitacolo non mancano i vani portaoggetti, nemmeno quello refrigerato di fronte al passeggero. Che si chiude automaticamente quando si preme il pulsantino sulla keyless-card per bloccare gli sportelli. Del resto, avendo eliminato le chiavi…

CUOIO Dentro, la coupé-cabriolet ripresenta la stessa plancia della tre/cinque porte e le stesse “armonie” – leggi: allestimenti – cioè Authentique, Dynamique e Privilège. In più come optional si possono rivestire di cuoio sedili e volante, in ben quattro tinte diverse, e poi bisogna sempre scegliere l’equipaggiamento fra Comfort e Luxe. Chi dovesse avere una compagna/o con la fissa per la moda, può richiedere il colore specifico beige poivré disponibile solo con questa carrozzeria.

VETRO Per il resto, una Mégane dovrebbe essere già abbastanza originale per appagare le manie fashion. Soprattutto perché quest’ultima variante non rinuncia del tutto a distinguersi – in fondo di tetti che scompaiono ce ne sono altri, fra cui uno su una rivale “felina” - e propone un bel pannello vetrato a prolungare il lunotto. Rimane così solo una sottile fascia d’acciaio a separare il parabrezza e spezzare la trasparenza. Una trasparenza di quattro millimetri di spessore, sviluppata grazie al know-how di un nome storico come Karmann.

SICUREZZA Da notare che sono due i sistemi di protezione da ribaltamento sviluppati alla Renault, perché oltre ai roll-bar fissi standard vengono offerti in opzione anche quelli che fuoriescono automaticamente qualche frazione di secondo prima dell’urto. In tema di sicurezza non si può tacere sugli airbag nei sedili (ecco perché ce ne sono sei, gli altri due non potevano certo essere quelli per la testa) che impediscono lo scivolamento dei passeggeri anteriori sotto la cintura. ABS, assistenza alla frenata d’emergenza, ESP e controllo pressione pneumatici naturalmente sono previsti.

SORPRESA Accanto ai soliti millesei e due litri benzina c’è ora un bel diesel, il 1.9 Dci da 120 cavalli. Come dire che anche le scoperte amano il gasolio, forse indipendentemente dai chilometri effettivi che percorre il proprietario. Di sicuro, chi ha sperimentato i benefici del common rail al chiuso potrà farlo anche col vento fra i capelli.


TAGS: renault mégane cc