Autore:
Paolo Sardi

MEZZE STAGIONI Il suo destino è legato a doppio filo al suo nome: Solstice. Per una strana coincidenza, pare infatti che tutte le tappe fondamentali della sua vita si concentrino proprio a ridosso dei solstizi d'inverno e d'estate. Dalla prima apparizione come concept nel gelo di Detroit nel 2002, all'inizio delle vendite nella scorsa estate, questa Pontiac pare aver preso alla lettera l'adagio secondo cui non ci sono più le mezze stagioni. A ennesima riprova, è ancora una volta l'inverno a tenere a battesimo la sua ultima e più sportiva versione, la GXP.

MOSTRA I DENTI Protagonista del Salone di Los Angeles e, nell'arco di pochi giorni, anche di quello di Detroit, questa Solstice si riconosce dalla 2.4 aspirata attualmente a listino per diversi particolari, a partire dalla mascherina a nido d'ape nera anziché grigia. La stessa finitura caratterizza anche le inedite prese d'aria che si aprono nella parte bassa del paraurti e attorno ai fendinebbia circolari. Sono tutti elementi che danno un'aria più grintosa alla roadster Pontiac, insieme al minuscolo spoiler che orna il cofano bagagliaio e alla coppia di terminali che spunta sotto la coda.

NEOCLASSICA Per il resto la GXP mantiene le originarie forme neoclassiche da sportivetta Anni 60. Gli spigoli sono messi al bando da una carrozzeria compatta e resa ancor più filante dalla forma allungata dei fari. Anche l'interno della Solstice bada soprattutto al sodo con due posti secchi e una plancia minimalista, che cerca di darsi un tono con le cornicette cromate agli strumenti e una finitura in simil-metallo brunito per il cruscotto e la consolle centrale. La vista è appagata, il tatto un po' meno.

IL BELLO DELLA DIRETTA Poco male, però: la Solstice GXP ha ben altre frecce al suo arco per far venire l'acquolina in bocca agli sportivi. Il suo punto di forza è un inedito motore Ecotec 2.0 turbo a iniezione diretta di benzina. Si tratta di una tecnologia già vista in Europa sul 2.2 aspirato adottato anche dalla Brera ma che fa il suo debutto assoluto nella gamma General Motors destinata agli Stati Uniti.

DOPPIO RECORD Iniezione diretta e turbocompressore dimostrano ancora una volta un ottimo affiatamento, assicurando un'elevata potenza massima abbinata a una coppia generosa. I valori dichiarati sono nell'ordine di 260 cv e 353 Nm, quanto basta per fare di questo propulsore l'Ecotec più potente nei listini GM, oltre che l'unità con la più elevata potenza specifica (130 cv/litro) mai prodotta dal colosso a stelle e strisce.

TUTTO A PUNTINO Per arrivare a questo risultato gli ingegneri hanno rivisto quasi tutta la meccanica, dall'albero motore in acciaio ai pistoni forgiati e raffreddati a olio, passando per la testa in alluminio con valvole di scarico al sodio. Anche il basamento è stato rinforzato, come il blocco cilindri che ospita condotti di raffreddamento maggiorati per un più efficace smaltimento del calore. La Solstice GXP arriverà sul mercato americano non prima della prossima estate.

E NOI? Allargando un attimo il discorso, viene tuttavia da chiedersi come mai un'auto di questo genere, fosse anche solo in versione aspirata, non venga schierata sul nostro mercato per cercare di insidiare la Mazda MX-5. L'interesse che nutrono per la Solstice carrozzieri ed elaboratori europei è già altissimo, come dimostra la tedesca Edag, che per questa Pontiac ha studiato un hard top molto originale che sarà a sua volta esposto a Detroit.


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