Autore:
Paolo Sardi

A CARO PREZZO Chi mai avrebbe il coraggio di portare in pista e di mettere alla frusta tra i cordoli un'auto realizzata in tiratura limitata e pagata la bellezza di 1.460.000 euro più tasse (avete letto bene, c'è scritto proprio unmilionequattrocentosessantamila...)? Alla Pagani sono convinti che piede pesante, pelo sullo stomaco e portafoglio a fisarmonica possano andare a braccetto, visto che quello indicato qui sopra non è un prezzo sparato a casaccio: è semplicemente ilcosto dell'ultima versione della Zonda, chiamata R.

RACING STYLE Con questo allestimento la sportiva emiliana si conferma ancora una volta supercar di vertice, nonostante da più parti s'inseguano le voci secondo cui sarebbe prossimo l'arrivo di un nuovo modello. L'equipe di Horacio Pagani non ha lasciato davvero nulla al caso per tirare fuori dalla macchina il massimo delle prestazioni, come già il look lascia ampiamente intuire. La Zonda R è infatti un vero collage di soluzioni degne di auto da competizione.

BILAMA La sua sportività va ben al di là di una livrea racing con tanto di stickers dei partner tecnici in bella evidenza neanche fossero sponsor personali del pilota. La prima cosa che cattura lo sguardo sono le due enormi lame che fanno da appendici aerodinamiche. All'anteriore c'è un affilato spoiler in carbonio che pare pronto a fare pelo e contropelo anche alle formiche, mentre sulla coda svetta un alettone dalle dimensioni monstre.

ALI PER VOLARE L'incidenza è regolabile a piacere. Con il profilo più spinto si ottiene un carico verticale di ben 1.500 kg mentre con la vettura scarica si va a privilegiare la velocità massima, che può così arrivare a superare i 350 km/h. La ricerca aerodinamica esasperata si nota anche dalle dimensioni del diffusore che estrae l'aria dal fondo sigillato, dallo snorkel che sovrasta l'abitacolo a goccia e dalle infinite aperture che regolano i flussi di aria calda e fresca sotto la carrozzeria.

IO ROBOT Per ottenere simili risultati velocistici e per vantarsi di un tempo di 2,7 secondi nello scatto da 0 a 100 la sola ricerca aerodinamica non è però sufficiente. Occorre anche una meccanica generosa e la Zonda non si fa pregare in tal senso. A spingerla c'è infatti un V12 6.0 Mercedes AMG che dopo adeguata operazione di spremitura eroga la bellezza di 750 cv a 7.500 giri e dispone di una coppia massima di 710 Nm a 5.700 giri. A mettere a terra tutta la birra provvede un cambio robotizzato trasversale sequenziale in magnesio Xtrac 672 con sei marce a innesti frontali.

IN GABBIA Per azionarlo si deve agire sulle palette poste dietro il volante che, curiosamente, ospita nella parte centrale un contagiri analogico mentre il resto della strumentazione ha come punto di riferimento un display sulla plancia. L'interno è un inno alla sportività, consedili Toora realizzati su misura e omologati FIA, cinture di sicurezza a cinque punti, gabbia roll-bar ed estintore d'ordinanza. Tutti gli arredi sono ridotti all'osso così da limitare il più possibile il peso, con l'ago della bilancia che si ferma a quota 1.070 kg, per un rapporto peso/potenza di 1,43 kg/cv.

DIETA FERREA Per contenere la massa complessiva gli sforzi sono stati fatti su tutti i fronti. Il telaio è monoscocca in fibra di carbonio e titanio, più rigido e leggero rispetto a quello della Zonda vulgaris. Ancora il titanio fa da ritornello a livello della bulloneria by Poggipolini, mentre le sospensioni a triangoli sovrappostiadottano componenti forgiati in AvionAl. Per i supporti del motore e della scatola del cambio la scelta è caduta invece sull'ErgAl. A fare gioco di squadra ci sono poi anche i freni Carbon Ceramic firmati Brembo da 380 x 34 mm, con pinze anteriori a sei pistoncini e posteriori a quattro, e cerchi monolitici forgiati APP che calzano pneumatici Pirelli PZero sviluppati apposta per la Zonda R nelle misure 255/35-19 e 335/30-20.


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