Autore:
Paolo Sardi

ALL'INSEGUIMENTO Probabilmente a Rüsselsheim il fenomeno delle Suv l'avevano preso un po' sotto gamba e alla fine sono stati presi in contropiede dal clamoroso boom del loro mercato. Non si spiegherebbe diversamente la scelta di mantenere così a lungo in listino la Frontera, ormai da tempo messa all'angolo da rivali molto agguerrite. Capita la situazione, alla Opel si sono rimboccati le maniche e hanno lanciato un rush forsennato per rimontare sulla concorrenza. Il primo risultato è stata la concept Antara GTC, una coupé tuttoterreno vista lo scorso anno a Francoforte, e ora è la volta del modello di serie a cinque porte e a cinque posti.

BRUCIA LE TAPPE Neanche ora la Casa volesse bruciare le tappe, le prime immagini dell'Antara arrivano con largo anticipo sul debutto in società fissato per il Salone di Parigi di settembre e, a maggior ragione, sull'ingresso in listino, che avverrà invece a fine anno. La linea è originale e solo la sagoma ricorda vagamente quella della Chevrolet Captiva che, non a caso, fa parte a sua volta della parrocchia General Motors. A fare da comune denominatore ci sono soprattutto la linea di cintura a cuneo, il padiglione che spiove dolcemente verso il lunotto e la taglia large: l'Antara è lunga 457 cm, larga 185 e alta 170.

ARIA DI CASA Per il resto, il family feeling Opel è ben evidente, a partire dalla piegolina che solca in senso longitudinale tutta la carrozzeria. Il frontale è segnato da un ampio motivo a V, che borda il cofano per sfociare poi nei montanti del parabrezza. Tanto la mascherina quanto il portellone sfoggiano un luccicante listellone cromato, mentre per le piastre inferiori di protezione la finitura è satinata. Quanto l'Antara tenga all'incolumità dei suoi organi vitali è testimoniato anche dall'ampiezza dei fascioni in plastica, che trovano continuità negli archi passaruota e nei sottoporta.

MOSTRA I DENTI A condire il tutto ci sono elementi dal taglio sportivo, come le feritoie che si aprono appena davanti alle porte anteriori e i faretti fendinebbia incassati nel muso. Un cambio di rotta si registra invece nell'abitacolo, dove gli stilisti hanno dato una bella limata agli spigoli tipici delle Opel dell'ultima generazione. Sulla plancia predominano le linee curve, con una batteria di bocchette dell'aria tonde a tenere banco subito sotto l'immancabile display centrale. Anche qui si notano i tocchi grintosi, con i sedili sportivi ben profilati e il volante a tre razze.

INCOMINCIA DA TRE Di sportivo sull'Antara c'è anche il temperamento del motore di punta, un V6 3.2 da ben 224 cv, abbinato a un cambio automatico con funzione ActiveSelect. Lo stesso tipo di trasmissione si può avere in alternativa al classico manuale a cinque marce con il turbodiesel 1.9 da 150 cv, che si candida a diventare il best-seller della famiglia. A completare il listino ci sarà inizialmente un altro motore a benzina da 2,4 litri e 141 cv ma in un secondo tempo è probabile che l'offerta di motori si faccia più articolata.

GIOCO DI SQUADRA Per tutte le versioni è previsto un sistema di trazione integrale permanente con differenziale elettroidraulico a controllo elettronico capace di trasferire liberamente la coppia tra avantreno e retrotreno a seconda del grip delle ruote. La motricità è gestita in modo integrato con l'ABS e l'ESP, che lavorano a braccetto anche con l'assistenza idraulica della frenata HBA, la protezione attiva antiribaltamento ARP e il controllo della velocità in discesa DCS, tutti dispositivi che saranno di serie sull'intera gamma. Nessuna indiscrezione si ha invece ancora in materia di prezzi.


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