Autore:
Paolo Sardi

DA FAMIGLIA Dopo che ben otto edizioni avevano resistito come single incallite, la Evolution IX fa il grande passo e cede alla vocazione familiare. Da un punto di vista estetico il risultato ottenuto dai designer Mitsubishi è piuttosto curioso. La parte anteriore ripropone pari pari le forme aggressive della tre volumi. Squarci enormi, spoiler taglienti e mille dettagli racing convivono con la mascherina di ultima generazione e due ulteriori aperture circolari che vanno a movimentare la zona della presa d'aria principale

ACQUA E SAPONE La coda (ma in fondo non poteva essere altrimenti) riprende invece lo stile acqua e sapone della Lancer Wagon. Disegnata con il righello, è tanto pratica quanto sobria, con un portellone ampio e affiancato da luci a sviluppo verticale, impettite sull'attenti come bravi soldatini. La presenza di un alettoncino sopra il lunotto, dell'estrattore che ottimizza l'uscita del flusso d'aria da sotto il fondo e di parafanghi maggiorati che culminano in piccole feritoie ai lati delle luci dà una spruzzata di pepe ma il profilo migliore della Evolution Wagon resta quello anteriore.

A TUTTO VOLUME Se non è capace di far accelerare il battito cardiaco degli appassionati più esigenti, una simile coda fa però di questa Lancer una wagon davvero versatile. La capacità di carico è di ben 530 litri, ampliabili all'occorrenza ribaltando lo schienale del divano, frazionato 60-40. In tale ottica, seduta e schienale non sono profilati mentre nella parte anteriore i sedili, pur se un po' meno avvolgenti di quelli della berlina, mantengono un taglio da rally e la prestigiosa firma Recaro, con rivestimenti patchwork in tessuto tecnico, Alcantara e pelle.

MRS MUSCOLO Lontano dalla vista, l'ossatura resta quella Lancer Evo IX, debitamente rinforzata però per resistere alle diverse sollecitazioni e alla differente distribuzione dei pesi. Più robusti sono i montanti del padiglione, la zona posteriore del pianale e le sospensioni. Il loro disegno resta quello già collaudato, con uno schema Mc Pherson invertito all'avantreno e un multilink al posteriore, ma il tutto è abbinato ad ammortizzatori più sostenuti studiati a quattro mani con la Bilstein. Solo conferme nel reparto freni, interamente marchiato Brembo, con dischi autoventilanti su tutte e quattro le ruote.

ANCHE AUTOMATICA Se la Evolution IX mette su famiglia non per questo mette la testa a posto e rinuncia alla voglia di correre. La Wagon viene offerta sul mercato giapponese con due diverse versioni: GT/A, con trasmissione automatica a cinque rapporti a controllo elettronico con funzione Sport, oppure GT, manuale a sei marce. Nel primo caso la potenza è di 272 cv a 6.500 giri con una coppia massima di 343 Nm a 3.000 giri. Nel secondo cavalli e Newtonmetri salgono rispettivamente a 280 e 400, sempre agli stessi regimi.

CI PENSA IL CHIP La GT dispone anche di un differenziale anteriore a slittamento limitato, mentre a fare da comun denominatore alle due versioni c'è la trazione integrale permanente che si avvale del sistema ACD. L'Active Center Differential incorpora una frizione multidisco controllata da una centralina elettronica che ottimizza la trazione in base al tipo di fondo impostato dal pilota: asfalto, ghiaia o neve. Tanto la GT quanto la GT/A montano pneumatici 235/45 su cerchi da 17 pollici.

SOLO PER POCHI Introdotte in questi giorni sul mercato interno giapponese a prezzi compresi all'incirca tra i 24.900 euro (!) della GT/A e i 25.300 (!!) della GT, le Lancer Evolution Wagon sono destinate a restare per molti una semplice chimera. Per loro infatti la Mitsubishi ha deciso una tiratura totale limitata a soli 2.500 esemplari. Assai improbabile, a questo punto, che qualcuno di loro riesca ad arrivare in Europa.


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