Autore:
Paolo Sardi

NON A CASO Stavolta è davvero impossibile parlare di una semplice coincidenza. Lo dice il fatto che alla Mitsubishi abbiano scelto proprio il 5 giugno, ovvero quella che è ormai per tradizione la Giornata Mondiale dell'Ambiente, per presentare la versione definitiva della variante a motore elettrico della citycar i, la i-MiEV. Srotolando infatti la sigla, si ottiene Mitsubishi innovative Electric Vehicle, giro di parole che dice già tutto su quella che è l'arma dei tre diamanti per il presente e il futuro prossimo a livello di mobilità urbana sostenibile.

A CARO PREZZO Sostenibile almeno per l'ambiente ma un po' meno per i bilanci familiari di possibili acquirenti. Per il momento la i-MiEV sarà lanciata sul mercato giapponese al prezzo salato di 4,59 milioni di yen, che corrispondono a 33.000 euro abbondanti. Da luglio sarà a disposizione degli enti pubblici nipponici e contemporaneamente si apriranno le prenotazioni anche per i privati, per i quali le consegne inizieranno però solo nel mese di aprile del 2010. In un secondo tempo, la i-MiEV sarà lanciata anche lontano dal Sol Levante e con il tempo, man mano che la produzione crescerà, il prezzo potrebbe anche scendere di molto, fino addirittura a dimezzarsi nel lungo periodo.

SOLUZIONI FURBE Il perché il costo sia così alto nonostante la i sia un modello ormai già industrializzato è spiegato dal sistema di propulsione elettrico, che capitalizza quarant'anni di esperienza Mitsubishi in materia. In posizione centrale, sotto il pianale, si trovano 88 celle agli ioni di litio collegate in serie, che hanno il compito di alimentare un motore elettrico a magnete permanente. Questo ultimo è piazzato alle spalle dell'abitacolo, sotto il piano di carico, per non limitare l'abitabilità e per abbassare il più possibile il baricentro, a tutto vantaggio del comportamento stradale.

BIRRA… ALLA SPINA Capace di una potenza massima di 64 cv e di una coppia di 180 Nm, questo motore ha un'autonomia di 160 km, percorsi i quali richiede una sosta di sette ore per una ricarica completa plug-in, attaccato a una qualsiasi presa elettrica. In alternativa, ci si può "rifornire" a una delle apposite colonnine di ricarica rapida presenti in Giappone, ripristinando l'80% delle batterie giusto in una mezzoretta. Per arrivare a un'autonomia così elevata mantenendo il peso a livelli accettabili (1.100 kg), in Mitsubishi hanno messo a punto per bene la frenata rigenerativa, con il motore che in fase di rallentamento funge da generatore e ricarica gli accumulatori. Il massimo in tal senso si ottiene mettendo il cambio in posizione B, come Brake, ovvero freno, per chi trova indigesto l'inglese. Per amministrare nel modo più oculato l'energia immagazzinata il programma giusto invece è Eco, nome che non ha certo bisogno di spiegazioni, mentre per la marcia più spedita e spensierata c'è invece la classica D di Drive.


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