Autore:
Gilberto Milano

NOSTALGIA CANAGLIA

Era nell'aria una nuova Mini tipo Traveller. O Countryman come veniva chiamata la versione con marchio Austin Seven per distinguerla da quella firmata Mini Morris. Si sapeva che prima o poi sarebbe arrivata, tuttavia la sorpresa davanti al modello esposto nello stand Mini di Francoforte è di quelle pericolose per il cuore. Impossibile non guardare indietro, alla Mini allungata, con tutta la parte posteriore solcata da traversine di legno, con due porte a finestra sulla coda e quell'aria british che sprizzava da ogni centimetro di lamiera. Meglio fermarsi lì però e tornare alla realtà.

SOLO UNA CONCEPT?

La Traveller a di oggi, che poi si chiama molto banalmente Mini Concept Frankfurt, è ancora allo stadio di prototipo, di auto da Salone; sembra però difficile che quando nel 2007 arriverà su strada potrà essere molto diversa. La Mini Traveller del terzo millennio guarda sì al passato ma lo rielabora a uso e consumo delle nuove generazioni. L'idea è la stessa, di una Mini allungata tipo giardinetta, che al posto del portellone ha due battenti che si aprono a finestra, ma non ci sono più le modanature in legno che davano quella personalità inimitabile ai vecchi modelli.

PASSO LUNGO

Troppo costose per riproporle oggi, oltre che probabilmente difficili da omologare. Il risultato è una Mini che si allunga anche di passo proponendo una abitabilità interna molto superiore a quella attuale. L'impressione è quella di una Mini presa per l'estremità posteriore e allungata per una ventina di centimetri (non sono ancora state fornite le misure del prototipo). Il tetto va a spiovere leggermente nelLA PARTE posteriore e la linea di cintura a salire un pochino. L'effetto finale, evidenziato anche dall'assenza di montanti, è quello di una vettura molto più lunga dell'attuale con una lontana aria da coupé.

MINI PICKUP

Posteriormente i finestrini sono scorrevoli e si aprono elettricamente mentre le portiere si aprono a pantografo per consentire una maggiore facilità di accesso ai sedili posteriori, operazione non molto pratica nella Mini attuale. Non si sa però se questa soluzione sarà mantenuta nella versione finale: le controindicazioni sono infatti scoraggianti, anche se a tutto c'è rimedio. Si aprono a pantografo anche i due battenti simmetrici del portellone (non i fari però che restano fissi) che offrono una facilità di carico inaspettata su una Mini. Non solo, ma per evitare di aprire ogni volta i battenti, i due vetri del portellone scorrono verso il basso mentre la parte superiore del tetto scivola in avanti offrendo una soluzione simil pickup che facilita il carico di piccoli bagagli.

SPALLE FORTI

Soluzioni estremamente pratiche che necessitano però di un sostegno adeguato. Con il risultato che per forza di cose il montante posteriore è piuttosto massiccio e appesantisce molto tutta la figura della parte posteriore. A qualcosa insomma i tecnici Mini hanno dovuto rinunciare. Così come pesante risulta anche il tetto di questa Mini, un effetto reso ancora più evidente da due rinforzi longitudinali proposti come corrimano. Rinforzi che servono anche da sostegno per il tetto panoramico.

MINI TIR

In compenso si sta molto più comodi all'interno, e nel bagagliaio ci si può anche infilare un paio di borsoni che oggi possono stare solo sulle ginocchia dei passeggeri. Abbattendo i vari schienali si può inoltre ottenere una superficie perfettamente piana e in linea con il vano di carico utile per i mini traslochi... Un senso di spazio è trasmesso anche dalla soluzione adottata per il fissaggio dei sedili, fissati "in sospensione" al pavimento e tutti separati tra loro.

SHOW CAR

Visto che con le concept è d'obbligo esagerare, all'interno non si è risparmiato l'impiego di pelle pregiata e di cromature, integrandole con rivestimenti in fibra di carbonio abbinato a moquette in corda di nylon: un classico dell'arredamento hi-tech, che abbina il calore della pelle con il freddo delle superfici di metallo.