Autore:
Luca Pezzoni

LUXURY Il percorso era già stato avviato. Lincoln, brand luxury nella galassia dell'ovale blu, procede spedita verso un nuovo concetto di alto di gamma. Meno a stelle e strisce e più sportivo. Ammiccando ai giovani o a chi vuol sentirsi tale. Partendo dalla Mustang si spalanca la bocca della MKR. Che sembra la reinterpretazione della Mercedes CLS, come la farebbero gli americani dopo essere andati a scuola di berline dagli europei. Stile sfrontato ma anche occhio attento a soluzioni ecocompatibili nel motore e nella costruzione. Importante due volte: perché anticipa il family feeling di domani. E perché, se mai la facessero,completerebbe la gamma, ammiccando ai cuori sportivi.

IL SOGNO DI HORBURY Dietro la mascherina a V che sembra una nave vichinga, e più in generale dietro a tutte le linee dei prodotti "americani" del gruppo Ford si nasconde Peter Horbury. Ex Volvo e di natali Inglesi. Ora fa la punta alle sue matite Oltreoceano e, per Lincoln, si è inventato una formula ricostituente che neppure il Dottor Chenot. Non che mancasse la tradizione o il posizionamento. Fate un giro a bordo di una limo negli States e, se chiedete all'autista che auto sta guidando vi risponderà laconico: Lincoln. Come dire, basta la parola. Certo che l'immagine stilosa e sportiveggiante delle superberline tedesche, quella no, proprio non c'è mai stata.

REVOLUTION La rivoluzione quindi, anche se non copernicana, si tocca con mano. Quattro posti e quattro porte ma per il resto la tradizione è destrutturata. Ai fianchi della doppia griglia anteriore sorridono sornioni due occhi al led, affilati che sembrano rubati da Tokyo e dintorni. La vista di tre quarti frontale è alleggerita dal parabrezza che non trova la fine nel tetto, anzi continua. E le ruotone da 21 pollici parlano di curve da mordere, più che di highway americane e rettilinee senza soluzione di continuità. La superficie del cofano è bella piatta e levigata, si innerva solo in prossimità del frontale al centro per accompagnare la stella Lincoln. E in corrispondenza dei passaruota.

QUASICOUPÈ La vista laterale conferma la sorpresa. Non siamo di fronte ad una muscle car, ma a linee possenti e pulite, che nascondono le porte e le dimensioni senza esagerare neppure in cromature. Solo la branchia laterale, reinterpretata sempre con il marchio Lincoln, interrompe la pulizia formale. Il lunotto va giù sparato quasi come su una 2+2 e si raccorda alla diagonale del terzo volume. Affettato come un salame e solcato dai fanali posteriori, sottili come sulle Alfa degli Anni 90. La stella Lincoln, inevitabile, fa da sigillo.

TRATTI COMUNI La presenza scenica della MKR è indiscutibile. Poi può piacere o non piacere perché, anche se affinata la sfacciataggine, sempre un'auto americana rimane. Come si notano i tratti comuni imposti da Horbury al design di Casa. Che si articola in tratti levigati e tendenti a smussare gli angoli e le dimensioni, per poi riprendere i valori chiave del marchio. Aria da pick up sulle nuove Ford, la presenza scenica del marchio e della mascherina sulle Lincoln. In questo caso si può anche ritrovare, alla lontana e nella calandra, qualche reminescenza della Continental Cabriolet del 1941. Di sicuro c'è un look giovane, che recepisce modernità e abitudini del consumatore contemporaneo. Vedremo i risultati al botteghino.

CUPOLONE Al look futurista contribuisce non poco la cupola vetrata che unisce anteriore e posteriore. I bonus di questa soluzione, oramai diffusissima, si conoscono. Più luce, più visibilità e sensazione di spazio. L'esclusività del concept, in questo caso, si manifesta con una vetrata che sembra un'opera d'arte di antichi, o moderni, mastri vetrai. La stella del brand solca le trasparenze e, per soprammercato, si illumina. Il cielo Lincoln sopra di voi, chissà se ci hanno pensato a scriverlo dentro l'abitacolo.

COSCIENZA PULITA Se sopra le teste c'è il cielo Lincoln,la coscienza pulita rallegra i sentimenti. Propulsore a bioetanolo e interni in legno riciclato parlano un linguaggio nuovo, ma che oramai sembra appartenere a tutto l'universo automobilistico. Nessuna rinuncia alle prestazioni e al lusso ma anche responsabilità sociale. In modo da dormire tranquilli la notte e non temere occhiate di disapprovazione per aver scelto un lusso troppo estremo.

CAVALLI E CENTIMETRI CUBI Tante nuove idee affiancano il sempiterno motto stelle e strisce "non c'é nulla come i centimetri cubi". In leggero calo, a dire il vero. In questo caso sono 3.500 centimetri cubi e 415 cavalli che escono da un neppure esagerato V6 twinturbo e con iniezione diretta. Fiore all'occhiello la tecnologia twin Force che, vanto della Casa, consente di ottenere potenze ed erogazioni altrimenti riservate a V8 e cilindrate attorno ai 6 litri. Gli americani a volte sorprendono, tanto che hanno pure addomesticato la bocca del motorone, facendola diventare buona e ghiotta, tanto di benzina quanto di bioetanolo e85 (85% di etanolo e il 15% di benzina).

PNEUMATICI FIRMATI Anche alla voce piacere di guida si nota una rinnovata attenzione. Le sospensioni posteriori sono indipendenti, mentre all'anteriore c'é un McPherson, i cerchi tutti cromati calzano dei pneumatici Michelin che, in esclusiva, portano sul battistrada le stimmate del marchio Lincoln. Che Mr Horbury sia lievemente ossessionato? I freni sono italianissimi Brembo.

ECOMINIMALISMO Rimangono gli spazi abitativi. Chiamati anch'essi a prefigurare gli abitacoli di domani della casa. Dominano i chiaroscuri, per creare un effetto di lusso arioso. Con un certo minimalismo, nelle cromature e nella mancanza di ricchezza ostentata. Spettacolare, comunque, la consolle centrale che divide in due parti l'abitacolo e i gusci dei sedili, che sembrano due pezzi da Salone del Mobile e regalano un effetto "ceramica". Il giusto spirito è assicurato dall'utilizzo di legno riciclato. Non mancano soluzioni multimediali e hi-tech in linea con i tempi futuri e le esigenze della Net generation.

ILLUMINOTECNICA In un mercato sempre più selettivo, dominato da clienti dal palato fino, non basta fare buone auto. Bisogna curare anche i dettagli, quelli che magari con ruote, motori e frizioni c'entrano poco. E invece contano. La MKR offre un'illuminazione interna all'avanguardia, che coccola i passeggeri. S'illuminano d'immenso i pannelli porta, i sedili, la strumentazione, noblesse oblige, e dulcis in fundo la stella sul tetto. Per risplendere di luce propria nel firmamento delle auto di lusso. Basterà?

 

Lincoln MKR Concept - scheda tecnica

Motore 3.5-litri V-6 TwinForce
Lunghezza 5,00 metri
Passo 2,86 metri
Larghezza 1,91 metri
Altezza 1,33 metri
Freni Brembo con ABS e traction control
Sospensione Anteriore McPherson con barra stabilizzatrice
Sospensione Posteriore A ruote indipendenti


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