Autore:
Paolo Sardi

FATTORE CAMPO Alla Lexus devono aver passato il Natale con il cacciavite in mano. Solo due mesi fa al SEMA di Los Angeles veniva svelato il prototipo LF-Sh e adesso, sotto i riflettori di Detroit, appare già la nuova LS 460 di serie. In effetti, quella concept di provvisorio aveva ben poco ma i tecnici della Casa hanno comunque sgobbato non poco per aggiustare gli ultimi dettagli per non mancare l'appuntamento con la kermesse del Michigan, l'evento clou dell'anno per un marchio divenuto ormai statunitense d'adozione.

FALSA MAGRA

Vista la notevole somiglianza con la LF-Sh, la linea ha perso per strada l'effetto sorpresa ma sa comunque colpire con la sua eleganza e il grande equilibrio tra i volumi. Questo riesce anche a mascherare bene le dimensioni, che sono da vera e propria ammiraglia: lunghezza, larghezza e altezza sono nell'ordine di 503, 188 e 147 cm, mentre il passo è di 297 cm. Mascherina a parte, le principali differenze tra il prototipo e la LS di produzione si notano nella parte bassa dei paraurti, a livello delle prese d'aria e dei fendinebbia, davanti, e dei terminali di scarico, dietro.

OTTO VOLANTE

Come vuole la cabala Lexus, il numero che segue la sigla di ogni modello dà un'idea della cilindrata. 460 sta quindi per i 4,6 litri del V8 che alberga sotto il cofano chilometrico. Questo motore è accreditato di una potenza nell'ordine dei 380 cv e di una coppia massima prossima ai 500 Nm. Simili valori dovrebbero consentire a questa Lexus di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 5,5 secondi. Otto però non è solo il numero dei cilindri della LS, che per la prima volta impiega nella grande produzione di serie un cambio automatico con ben otto marce.

CHIP AL POTERE

Il fiore all'occhiello della tecnologia Lexus resta comunque l'elettronica e in particolare il sistema VDIM (Vehicle Dynamics Integrated Management), che gestisce in modo integrato tutti i controlli elettronici che riguardano la dinamica delle LS. Stabilità (VSC), freni (ABS, BAS ed EBD) e sterzo (EPS) sono governati dalla stessa centralina che controlla anche l'acceleratore e il motore, per offrire una risposta più omogenea ai comandi in ogni situazione. Grazie a innumerevoli sensori, il VDIM riesce a fiutare l'imminente verificarsi di una perdita di aderenza e gioca d'anticipo, agendo con estrema delicatezza sui comandi per limitare il problema e facilitare le correzioni.

IN GUANTI BIANCHI

I passeggeri sono trattati come al solito in guanti bianchi, in un ambiente lussuosissimo e che può essere arricchito con gadget di ogni genere e tipo. L'esatta composizione delle dotazioni di serie per l'Italia non è ancora definita ma tra gli optional pare probabile anche la presenza di uno stereo Mark Levinson con 19 (!) altoparlanti e di un climatizzatore quadrizona.

COCCOLATISSIMI

A chi proprio non sapesse accontentarsi, la Lexus propone anche per la prima volta una versione a passo lungo della LS, la LS-L. La differenza rispetto al modello "base" va infatti ben al di là dei 122 mm in più, frutto dell'operazione di stretching. La LS-L ha una diversa organizzazione della zona posteriore, con due chaise longue a comando elettrico che prendono il posto del classico divano e coccolano i loro occupanti. A dividere i due passeggeri posteriori della LS-L c'è poi un mobiletto con tavolino da lavoro estraibile. Per le fasi di relax c'è invece una linea di accessori esclusivi, tra cui un sistema d'intrattenimento con schermo pronto a scendere dal soffitto come sugli aerei e la funzione di massaggio per la potrona posteriore destra.

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