Autore:
Paolo Sardi

AGLI ANTIPODI In Europa la conoscono i proverbiali quattro gatti ma in Australia la Holden è una vera potenza. A quelle latitudini le tocca infatti tenere alto l'onore della General Motors. Un compito importante specialmente in questo periodo durante il quale si svolge Salone di Sydney, cui la Holden arriva con numerose e importanti novità.

A VOLTE RITORNANO

L'asso di briscola che la Casa cala sul tavolo di Sydney è questa strabiliante concept car con cui la Holden reinterpreta le forme dell'auto che più di tutte ha segnato la storia a quattro ruote dell'Australia, la FJ del 1953. Difficile non lasciarsi andare a espressioni colorite davanti alle forme giunoniche di questo prototipo.

HOT ROD

La carrozzeria, ammantata da un viola cupo battezzato Soprano Purple, è in vetroresina e propone le forme tipiche delle hot rod americane, le special che specie negli anni del boom economico facevano sognare i giovani americani. La ricetta è di quelle tradizionali, con il padiglione ribassato, i finestrini ridotti ai minimi termini e un autentico tripudio di linee curve. Anche a fare il giro attorno armati di lanternino non si trova uno spigolo vivo che sia uno!

A BOCCA APERTA

Da qualsiasi parte si guardi la Efijy, si fa una maledetta fatica a tenere la mandibola vicina alla mascella. Nel frontale troneggia un'enorme calandra cromata che sembra la bocca spalancata di un mostro dagli occhi sgranati. Il cofano è lunghissimo e nasuto, con i parafanghi a goccia che si stagliano nettamente dal resto della carrozzeria. Stessa scena anche in coda, dove il disegno si ancor più filante e allungato, con il bordo inferiore sagomato come l'ala di un pipistrello.

CURA MANIACALE

Se i tratti generali sorprendono, i dettagli non sono da meno. Le luci sono tanto strette e lineari da sembrare ottenute tagliando la carrozzeria con un bisturi. Le loro forme sono sottolineate da una spessa cornice cromata, che borda pure tutte le altre superfici vetrate, dal minuscolo lunotto ovale all'enorme parabrezza pettinato con la riga in mezzo. Anche i minuscoli specchietti retrovisori hanno una finitura metallica, come i terminali di scarico megafono e le spettacolari ruote lenticolari in alluminio. Quelle anteriori sono da 20" e ospitano pneumatici 255/35, mentre quelle posteriori sono da 22" con gomme 285/30.

OLD STYLE

L'abitacolo è sulla stessa lunghezza d'onda, con molti particolari in tinta con la carrozzeria, altri in metallo e altri ancora che fondono tutto in un cocktail suggestivo, come il volante. Lo stile è rétro, come confermano i pedali ovali e la griglia che orna la parte centrale della plancia, anche se non mancano alcune doverose concessioni alla modernità, come il pulsante di avviamento (la chiave è elettronica) e lo schermo Lcd touch-screen sapientemente celato in una ribaltina. La pelle riveste invece i due sedili con poggiatesta integrato nello schienale, la cui forma è definita dalla stessa Holden "tombstone", letteralmente pietra tombale.

SANGUE YANKEE

Lunga 5.162 mm e larga 1.999, la Efijy è realizzata sulla base della Corvette C6, allungata per dare più slancio all'insieme e abbinata a sospensioni pneumatiche regolabili che permettono di variare l'altezza minima da terra da 139 mm in condizioni di marcia a soli 27 (!) per far sembrare l'auto parcheggiata come appoggiata a terra. Il motore V8 6.0 è dopato con l'impiego di un turbocompressore ed è abbinato a un cambio automatico a quattro marce che invia il moto alle ruote posteriori attraverso un differenziale a slittamento limitato. La potenza massima è di 645 cv a 6.400 giri e il picco di coppia è di 775 Nm a 4.200 giri. Sulla carta è roba da far impallidire le più blasonate sportive ma qui è inutile parlare di prestazioni su strada: purtroppo la Efijy è destinata a restare una show car in esemplare unico.

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