Autore:
Luca Pezzoni

NUOVE REGOLE Dopo gli allori conquistati sul campo delle crossover con Edge e Taurus, quelli con l'ovale blu ci prendono gusto. Flex ha sette posti, interni modulari, tanta tecnologia a bordo e le solite chilate di amenità più o meno utili. E come bonus c'è un portamento se non regale almeno tendente allo chic. Vista da fuori sembra rinata dalle ceneri la classica familiarona all'americana. Pompata dalle vitamine. Ma si intravede anche qualcosa della Range ante litteram. E la cura dell'arredamento sembra confermare rinnovate ambizioni. Da dove nasce tanta attenzione per quello che alla fine è, o dovrebbe essere, un onesto "people carrier"?

IL MERCATO, BELLEZZA Dai dati di vendita of course. Mai come in questo caso vale il detto "È il mercato bellezza". Il segmento crossover non conosce soste nei suoi incrementi di vendita a due cifre. Solo nel 2006 sono stati oltre tre milioni i modelli di tale tipologia entrati nei garage, e nei giardini, della perfetta famiglia americana. E per soprammercato si è anche verificato il sorpasso sui Suv, fenomeno in declino per la combinazione costo al gallone del carburante e occhiatacce dei benpensanti.

TUTTA INTORNO A VOI Dalle analisi al concessionario: i clienti sono stufi dei Suv ma non vogliono tornare alle solite vecchie auto? Ecco la Flex: viaggiate alti, viaggiate comodi, non consumate uno sproposito (facendo finta di abitare in Texas) e va bene per caricarci i bambini ma anche per ascoltarvi una delle vostre duemila canzoni, che potete archiviare sull'hard disk di bordo. Dalla riunione di lavoro alla gita in campagna con tavolino e cestino da pic-nic. Nessuna rinuncia.

QUELLO CHE VERRÀ Vero che il mondo globalizzato squaderna certezze e previsioni, ma da sempre buttando l'occhio al di là dell'Oceano si intuisce cosa succederà da noi nell'arco di qualche anno. Sotto la bandiera a stelle e strisce negli Anni '80 erano i monovolume il trend da seguire. Il decennio dopo i suv e da poco i crossover. Tutto fa pensare che la storia si ripeterà. I primi avamposti non mancano: Nissan Qashqai ad esempio ha ricevuto buona accoglienza. Vedremo.

AMERICAN FAMILY L'auto ideale per la famiglia americana. E non solo perchè ha l'ovale blu sul cofano. Il design, i sette posti, le doti di spazio e versatilità e un'aria da icona della Casa per il nuovo decennio. A cominciare dalla griglia sul cofano, fatta di tre barre e del marchio. Con due fari quadrati, ispirati alla sorella Edge, eppure profondi. Con un frontale che anticipa un leit motive stilistico fatto di semplicità e complessità che si inseguono. Certo un gusto magari lontano o troppo casereccio per i palati fini europei. Ma elaborando il tutto neppure troppo:se si guarda, ad esempio, alle coordinate stilistiche di Range, Discovery e per certi versi Freelander, non siamo troppo lontani.

EXTRALARGE Quello che non cambia sono le manie di gigantismo tipiche degli americani. E non solo perchè ha sette posti e misura 5,13 metri di lunghezza, 1,7 di altezza. I cerchi sono, di base, da 18" ma possono arrivare tranquillamente anche a 19" pollici. E siccome Oltreoceano sono amanti della comodità c'è anche un pavimento piatto piatto e senza scalini dalla portiera: impossibile inciampare, anche con qualche chilo di troppo o i piedi lunghissimi da giocatore di basket. Nessun problema.

BOLDESIGN In Ford lo chiamano bold design. Senza andare troppo lontani il design cubico - derivazioni incluse - si ritrova e prende origine da tendenze iniziate da tempo Oltreoceano e nel sol levante. Assimilate da tempo dai consumatori americani e diventate addirittura trendy con la Scion Xb (o la Daihatsu Materia da noi). Non mancano tocchi stilistici tesi a stemperare l'aria da auto scolpita con squadra e righello. Le fiancate nervate hanno un'aria a metà tra il mondo marino e il caravanning. I fari posteriori a led sono incorniciati da cromature, sinonimo di (presunta?) eleganza.

IN SOSPESO Il tetto che ospita la vetrata panoramica d'ordinanza è di bianco incorniciato, con un effetto vintage. E sembra sospeso, secondo le ultime tendenze del design: con vetri e montanti tendenti allo scuro e senza soluzione di continuità. Tutto si può dire meno che sia una furgonetta o la solita familiare con le ruote rialzate. Se siete indecisi preparatevi a riunioni familiari per scegliere il colore del tetto: si può avere bianco, grigio o in tono col resto della carrozzeria. Chi ha detto anche la Mini?

MOTIVAZIONI L'apparenza conta, lo ripetono tutti: viviamo nella civiltà dell'immagine. Ma le statistiche dicono anche che l'acquirente tipo di auto simili, almeno Oltreoceano, è un tipo pragmatico, pignolo che alla fine bada alla sostanza. Tradotto: una crossover non si vende se non offre flessibilità da Mago Houdini, da toccare con mano e senza troppa fatica. Addirittura qualità e versatilità degli interni diventano il fattore decisivo di scelta nel 90% dei casi. Detto fatto: dopo l'imbellettamento di carrozzeria al quartier generale Ford hanno dato via libera a architetti, stilisti ed esperti di luci. Perché quello che conta non è la destinazione ma il viaggio.

LUSSUREGGIANTI E, prima ancora che alla comodità, l'arredamento e le atmosfere interne strizzano l'occhio alle tendenze del design e dei mobili da appartamento. Tanto che potevano benissimo meritare un appuntamento a tema al Salone del Mobile meneghino. Ambiente pulito, luminoso con neppure troppa radica in bella vista e tanta pelle. Lavorata a mano con più o meno cura sartoriale a seconda della versione scelta. Non è una Bentley d'accordo, ma neppure un plasticone senza pretese. Basta guardare la strumentazione che tenta di unire il glamour dei quadranti rotondi intarsiati dal legno con luminescenze ed effetti hi-tech.

FLESSIBILI E per evitare che qualche americano estasiato dagli interni fascinosi si fermi al momento di firmare il contratto, perché i sedili non si ribaltano bene e non ci sta la tavola da surf, basta guardare la foto. Dal portellone posteriore, volendo, si spalanca una bocca che neppure un ferry boat. Con tutti i sedili che si inchinano alle esigenze di trasporto, compreso quello del passeggero anteriore. E non mancano dettagli mica da ridere per far vivere bene il buon cittadino: il frigo interno a prova di bottiglione maxi raffredda la cola nella metà del tempo rispetto a quello casalingo. Attenti alle congestioni. Non si soffre di claustrofobia tra tetti panoramici e finestrate da villa fronte spiaggia.

ILLUMINOTECNICA E poi si arriva agli effetti speciali. Come tutte le star Flex non entra in scena se non ci sono le luci giuste. Offre addirittura sette (!) tonalità di illuminazione con luci al led sparse in ogni dove nell'abitacolo. Anche sotto i piedi. Un figurone al primo appuntamento. Tecnologia, assolutamente indispensabile se di professione fate il rapper; arriverà anche sulla Focus model year 2008.

RIPIENA Flessibile, ripiena di airbag di ogni genere e grado e di tecnologia più o meno utile. Non manca l'accesso senza chiavi con una tastiera nascosta nel montante centrale su cui digitare il codice a 5 cifre. Attenti a non confonderlo con quello del telefonino: replicando l'errore si rischia di rimanere a piedi senza poter chiedere aiuto. Un bel guaio per gli smemorati (cui viene in soccorso invece il sistema di verifica di allacciamento cinture). Ma le chiavi proprio danno così fastidio? Per le retromarce c'è la videocamera che lavora in sincrono i sensori e utilizza lo schermo del lettore dvd interrompendo momentaneamente la prima visione.

JUKE BOX In ossequio all'iPod-mania (oramai ce l'hanno tutti, nonni compresi) a bordo della Flex si dispone di un vero media center. Dalla radio satellitare al disco rigido che contiene oltre duemila canzoni in formato mp3 con il buon vecchio caricatore per 6 cd, pure i nostalgici comprano le auto, e il lettore dvd per tenere buoni i bimbi, facendogli vedere i cartoni animati. Il tutto da governare via voce, grazie ad un sistema studiato nientepopodimeno che con Microsoft, o in caso di improvvisa afonia tramite touch screen.

E IL MOTORE? In mezzo a tanta manna quasi ci si dimentica del motore. Che in fondo secondo le analisi di mercato conta poco per convincere a sganciare i dollaroni nelle concessionarie. Giusto per la cronaca si tratta di un 3,5 litri V6 a benzina che offre 260 cavalli e 331 Nm di coppia ben distribuita. Il cambio automatico, con il selettore affiancato dai doppi buchi per il frappuccino Starbucks, è a sei marce. Le ruote volendo spingono tutte insieme, optando per la trazione integrale a controllo elettronico. E il prezzo? E arriverà in Europa? La pazienza (anche la rinuncia osservano alcuni) è la virtù dei forti.


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