Autore:
Fabio Cormio

La General Motors sottolinea che in fatto di design, la nuova Bel Air non è affatto un calco di quella vecchia, e che la roadster ha una sua precisa personalità. Ciò è certamente vero, anche sul piano tecnico: sotto il cofano di questa Chevy non pulsa più, infatti, il leggendario V8, sostituito da un 3.500 Vortec a cinque cilindri in linea, capace di ben 315 cavalli, abbinato ad un cambio manuale a quattro marce.

La Bel Air degli anni ’50 era una spider ambitissima, come la Ford Thunderbird (della quale è in vendita dallo scorso anno una reinterpretazione che sta avendo un grande successo), non particolarmente aggressiva nelle linee, ma molto potente e innovativa.

Una delle particolarità della Bel Air 2002 consiste nel fatto che avrà un bottone sul volante, da schiacciare quando si ha bisogno di maggiore spinta (come in Formula 1) per sfruttare al massimo il propulsore. Il vero fascino della vettura, comunque, risiede nella linea, semplice ma affascinante, e soprattutto in alcuni particolari, come le cromature, la pelle rossa dei sedili e i cerchi cromati in stile vintage.


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