Autore:
Silvio jr. Suppa

POLE POSITION Stavolta l’Idea non l’hanno avuta per primi. C’era già arrivata la Fiat, ci ha riflettuto la Opel con la Meriva: una multispazio in formato metropolitano. Senza fare il Verso ai furgoncini (come certe giapponesi), ma offrendo linea carina e tanta praticità al giusto prezzo. La Renault si presenta all’appuntamento quasi con il fiatone, ma in tempo per convicere i clienti dei vantaggi delle monovolume piccole.

ANELLI La Modus è un po’ l’anello di congiunzione fra Clio e Scénic: non troppo lunga, né ristretta a quattro posti; non traboccante di soluzioni ingegnose, ma neppure povera di vani e versatilità. È l’ideale per chi ha sempre amato la più piccola delle Renault, rimpiangendo di non poterla comprare con più porte e più funzionalità.

NEO-ROTONDO Lo stile dopo oltre dieci anni rimane praticamente lo stesso: linee tondeggianti e spiritose, tanta vetratura per illuminare gli interni (parabrezza 1,32 m2) e qualche originalità. Oggi tutto sembra più sobrio, racchiuso in una forma che non ha certo la carica rivoluzionaria della vecchia monovolumetta: ma restano forti i tratti ludici del design morbido inizi anni Novanta, come cerchi e fanali.

RETROSPETTIVA Sul frontale i due occhioni si spalancano rivelando tutta la loro tecnologia da prototipo. Possono seguire la strada in curva con una lampada aggiuntiva, alzare il fascio luminoso dello Xeno senza abbagliare. Nella coda c’è più design, di quello marchiato Régie, con la fanaleria a bordi arrotondati che si inserisce nel portellone. Certe francesi, si sa, vanno guardate da dietro.

ACQUA E SAPONE All’interno la plancia ufficiale non si è ancora vista, quella della concept è attuale ma semplice, pulita, dominata anch’essa da linee curve. Lo scomparto di fronte al conducente è ricalcato con la carta carbone dall'Idea, ma non mancano piacevoli tocchi molto Mégane. Al centro s’illumina un dispaly LCD completo e tecnologico, che sembra la strumentazione della Twingo passata per le mani di Bill Gates.

TRIPTIC Non si poteva rinunciare ai posti posteriori ricentrabili, ormai un must sulle multispazio. Il divanetto si chiama Triptic (che con gli amici fa più figo di “sedile ribaltabile”); può scorrere per 17 centimetri, e nelle posizioni più avanzate è possibile spostare ai lati le due sedute, abbassando poi  lo schienale centrale e creando il terzo posto.

PAESAGGIO VERTICALE Sulla concept ginevrina la selleria è multicolor come se fosse passata fra i rulli di una stampante. Con il getto d’inchiostro viene stesa sull’abitacolo la foto di un paesaggio, riproducendola sulla stoffa, ma salvo gli insegnati di Educazione Artistica pochi lo noteranno. Più originali invece i pannelli portiera con il tessuto in verticale anziché in orizzontale.

DIETRO LARGA Se il bagagliaio – non dichiarato – sarà apprezzabile, forse si è trovato davvero il Modus giusto di affrontare il traffico. Perché fuori la vettura è lunga appena 379 cm (contro i 377 dell’attuale Clio), benché alta 159. E per i passeggeri posteriori all’interno dovrebbero essere misurabili 134,5 cm di larghezza.

BICICLETTE FLESSIBILI Il vano bagagli poi può aprirsi a seconda delle necessità. Spesa del sabato mattina al supermercato? Apertura tradizionale: bocca vorace da Espace. Parcheggio cittadino con auto dietro a breve distanza? La parte inferiore del portellone si sblocca indipendentemente, e si inclina a ribaltina verso il basso. In più i progettisti si sono inventati un sistema di fissaggio biciclette da adulti, che sopporta un massimo di 30 kg, si inserisce con facilità nel paraurti e a campeggio finito si ripiega nel bagagliaio.

C’É MODUS E MODUS A Birmingham la vedremo in varie combinazioni di colori e motorizzazioni. Tutte nella versione Dynamique. Con due motori a benzina (1.4 litri, 16 valvole e 100cv; 1.6 litri e 115cv) e un diesel 1.5 dCi da 80cv. Altri due motori seguiranno al momento del lancio autunnale: un 1.2 litri a benzina, 16 valvole e 75cv, e un 1.5 dCi da 65cv.  


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