Autore:
Paolo Sardi

RITORNO ALLE ORIGINI Un colpo al cerchio e uno alla botte. Dopo aver accontentato la clientela più elegante con il recente lancio della Quattroporte, la Maserati torna a coccolare la fazione più sportiva dei suoi appassionati con una nuova proposta che debutterà a Ginevra. Il suo nome è GranSport, ripreso da una storica due posti degli Anni ’50 disegnata dalla Carrozzeria Frua, ed è realizzata sulla base della Coupé Cambiocorsa.

MUSO LUNGO

Rispetto a quest’ultima, la GranSport si distingue per una serie di soluzioni aerodinamiche che hanno consentito di limare il Cx fino all’eccellente valore di 0,33. La modifica più evidente riguarda la parte bassa del muso, che è molto più pronunciata e comprende un affilatissimo spoiler.

OCCHIO AGLI SPIFFERI

Le lunghe sedute nella galleria del vento hanno portato anche altre novità, a partire da un nuovo profilo delle minigonne sottoporta. Nella coda si notano invece un diverso taglio del paraurti posteriore (ampiamente grigliato e da cui fa capolino una batteria di terminali di scarico di foggia inedita) e un provocante alettoncino sul cofano bagagliaio. Il risultato è di grande effetto: la GranSport trasuda grinta da ogni poro, complici anche un assetto ribassato di un centimetro e i cerchi da 19" molto simili a quelli utilizzati nel Trofeo monomarca.

CIFRA TONDA

Tutte queste diavolerie non sono fine a loro stesse. Anche il noto V8 da 4,2 litri, già in partenza molto ben dotato, ha subito un notevole lavoro di affinamento. Una migliore messa a punto, una riduzione degli attriti interni e uno scarico sportivo portano la potenza massima a salire di dieci cavalli, fino a fare cifra tonda a quota 400.

ALI AI PIEDI

Con un cambio leggermente rivisto nella rapportatura della sesta (allungata di un 5%) e gestito da un software specifico, questa Maserati transita così a 100 km/h dopo soli 4,85 secondi, divora il chilometro da fermo in 23 secondi e prosegue la sua cavalcata fino a toccare i 290 km/h. GranSport, quindi, di nome e di fatto…

VESTITA DI NUOVO

Anche nell’abitacolo si respira un’aria più frizzante. A parte i sedili più profilati, le forme degli arredi restano quelle tipiche della Coupé e della Spyder ma i nuovi materiali e le nuove tinte scelti per i rivestimenti (peraltro sempre di primissima qualità e ampiamente personalizzabili) danno all’insieme un aspetto più personale e, manco a dirlo, sportivo.

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