Autore:
Paolo Sardi

Il prossimo weekend, l'8 e il 9 maggio, ci sarà il classico "porte aperte",  durante il quale chiunque potrà vedere dal vivo e toccare con mano la nuova Duster. La nuova Suv low-cost Dacia sembra proprio uno tra i modelli più attesi di questa primavera, almeno a giudicare dal gran numero di domande rivolte dagli amici e dai conoscenti, oltre che dai lettori. Ne abbiamo selezionate una decina, attraverso le quali, dopo la prima prova su strada in Marocco, andiamo ad analizzare più a fondo quello che potrebbe diventare pian piano un fenomeno di mercato.

1) Come fa la Duster a costare così poco?
Il "segreto" sta più che altro nell'impiego di componentistica già ammortizzata, presa dalla banca organi del Gruppo Renault e da altri modelli Dacia. In questo modo la Casa dà un taglio drastico ai costi e i benefici si sentono anche sul lato del cliente. Il resto lo fanno la semplicità costruttiva e un costo della manodopera basso, con stabilimenti piazzati in Paesi emergenti.

2) Allora è più francese che rumena, più Renault che Dacia?
Tracciare una linea di confine tra i due marchi non è così semplice. All'interno dei Gruppi come quello Renault (o anche quello Volkswagen, per fare un altro esempio), ci sono sinergie che portano a scambi di tecnologia e di parti tra i vari marchi. In questo caso il test del Dna dice che la Duster è comunque una Dacia ma non bisogna dimenticare che anche la più austera Logan in certi mercati è venduta come Renault…

3) Gli interni soddisfano vista e tatto o a bordo ci si deprime?
La Duster è un'auto che bada soprattutto al sodo, senza tanti fronzoli. L'interno ha forme sobrie (è lo stesso della Sandero, inutile girarci attorno) ma tutto sommato moderne. Ogni elemento è realizzato con plastiche piuttosto dure ma non ci sono però pezzi croccanti e che tintinnano sotto le unghie, perché gli spessori sono buoni e danno comunque un'idea di solidità. Anche gli assemblaggi sono precisi e non ci sono cigolii, neppure sullo sconnesso.

4) Meccanica e motori sono vecchi, scadenti o accettabili?
Anche i motori sono by Renault e ampiamente collaudati ma non accusano affatto il peso degli anni. Sono per buona parte in regola con le più recenti norme sulle emissioni (Euro 5) e su strada fanno la loro onesta figura. Il turbodiesel dCi è quello più in palla e se la cava benone anche nell'uso più gravoso, con consumi sempre accettabili.

5) E' una Suv, una crossover o è una compatta camuffata?
Appiccicare così a bruciapelo un'etichetta alla Duster non è semplice. La gamma è piuttosto articolata e le varie combinazioni di motori e trasmissioni hanno personalità piuttosto diverse. Con motore 1.600 a benzina e trazione anteriore, per esempio, è più giusto parlare di crossover, mentre con il 1.500 dCi e la trazione 4WD viene fuori anche l'anima offroad.

6) Quanto è moderno il sistema di trasmissione 4WD?
Gli organi meccanici arrivano da Nissan, un'autorità in materia di fuoristrada. Lo schema di trasmissione riprende quello montato sulla Qashqai e, prima ancora, sulla X-Trail e si dimostra versatile ed efficace. Si può viaggiare con la sola trazione anteriore, optare per una ripartizione automatica della coppia o bloccare il differenziale centrale per le situazioni più critiche. Francamente non si può chiedere di meglio in questa categoria.

7) Si riesce a fare del fuoristrada vero o è meglio non rischiare?
Con un angolo di attacco di 30°, uno di uscita di 36° e un'altezza minima di 21 cm, la Duster è pronta a sfruttare bene tutte le potenzialità della meccanica. Le sospensioni incassano bene anche i colpi duri e ciò permette eventualmente anche alle versioni 2WD di disimpegnarsi bene sugli sterrati.

8) E il comfort, è low-cost o normale?
Il molleggio, come detto, è buono. Che s'incontrino piccole ondulazioni o buche profonde, la Duster non fa una piega e risparmia ai passeggeri le botte più secche. Le auto davvero silenziose sono di un'altra pasta ma anche ad andature autostradali la rumorosità resta accettabile e non serve alzare la voce per scambiare due parole.

9) Il prezzo base è il solito specchietto per le allodole?
La versione base da 11.900 euro ha una dotazione francescana, con tanto di vetri a manovella, e va bene giusto per i nostalgici della vecchia Panda 4x4. Con l'impossibilità di aggiungere certi optional sugli allestimenti poveri, alla fine il cliente è guidato per mano verso le Duster più ricche. Il prezzo della 1.5dCi 4WD Lauréate, con tre anni di garanzia, climatizzatore di serie e ESP optional è però sempre da outlet: 17.900 euro. Per lamentarsi ci vuole un bel coraggio.

10) Quali sono le sue rivali?
La Duster non ha vere e proprie rivali sul mercato del nuovo. Il modello che più le si avvicina come filosofia è probabilmente la DR5, che è comunque su una fascia di prezzo leggermente più alta. Lo stesso vale anche per la Daihatsu Terios, che è più piccola ed è disponibile solo come 4WD. Così, come accade nel caso degli altri modelli Dacia, alla fine sull'altro piatto della bilancia viene più naturale mettere macchine usate. In questo modo, però, i discorsi scientifici vanno a farsi benedire perché subentrano troppi elementi di variabilità e di soggettività. De gustibus…


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