Autore:
Gilberto Milano

PODIO PER DUE Salvo sorprese, la vittoria alla settantacinquesima edizione della gara di durata più spettacolare dovrebbe essere questione di due soli marchi: Audi e Peugeot. Troppo superiori le loro vetture (Audi R10 e Peugeot 908 HDi FAP) e i rispettivi propulsori diesel per temere rivali, anche se l'Audi, che ha vinto le ultime sei edizioni, sembra ancora un passo più avanti nello sviluppo, oltre che nell'esperienza di gara.

A TUTTO GAS-OLIO A confronto ci sono due tecnologie motoristiche d'avanguardia, capaci entrambe di offrire motori turbocompressi diesel a 12 cilindri, con potenze elevate e consumi ridotti, quindi con maggiore autonomia dei motori a benzina: l'ideale per una gara come la 24 Ore di Le Mans. Diesel in alluminio, biturbo con iniezione a controllo elettronico common rail, robusti, affidabili, efficienti ed ecologici (quello Peugeot addirittura con due filtri antiparticolato FAP).

DODICI E' MEGLIO Il 12 cilindri Audi ha una V di 90°, 5,5 litri di cilindrata, oltre 650cv di potenza massima e oltre 1.000 Nm di coppia massima; quello Peugeot è anch'esso di 5,5 litri a 12 cilindri, ma a V di 100°, con 700cv di potenza e 1.200 Nm di coppia massima. I cambi sono sequenziale a cinque marce ad attuazione idropneumatica quello Audi ed elettropneumatico a sei marce quello Peugeot. Le monoscocche sono in carbonio, i cerchi da 18", la lunghezza per entrambe di 4,65 metri, la larghezza di 2,0 metri e il peso di 925 kg.

TRE A DUE In totale sono 55 le vetture al via (suddivise in quattro categorie) e di queste tre sono le Audi R10 mentre due sono le Peugeot 908. Sulla carta la favorita è l'Audi R10, tuttavia in gara tutto può cambiare. E anche se è difficile che al team francese riesca il colpaccio alla sua prima uscita, sarà comunque lotta dura fino all'ultimo minuto.


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