Autore:
Luca Cereda

L'ALTERNATIVA Chi apprezza la praticità potrebbe orientarsi su un'auto derivata da un veicolo commerciale. Quelle che, sotto la categoria “multispazio” e vesti più civili strizzano l'occhio alle famiglie allontanandosi dalle proprie radici. Il Peugeot Rifter, in questo senso, ha sollevato ancora un po' l'asticella: erede del Partner Tepee, è senza dubbio la cosa più vicina a un'auto che io abbia guidato sotto forma di piccolo van.

SCOUT Anzitutto nel look. Isolate idealmente il muso del Rifter e ditemi se non potrebbe essere quello di un SUV del Leone. Stesso discorso con uno scorcio dei passaruota, non fosse per le dimensioni dei cerchi del Rifter, sottodimensionate per gli standard odierni di una sport utility. Insomma, i designer francesi hanno reso “il fu Partner” più avventuriero e più sbarazzino di quanto non sia mai stato un van Peugeot.

CURATO Poi, gli interni. Da un po' di anni a questa parte le Case si prendono cura di chi, dell'auto, fa casa e bottega: basta guardare l'evoluzione dei pick up, oltre ai moderni MPV. Sul Rifter c'è pure l'High Cockpit ma basta guardare le forme della plancia, l'attenzione agli accostamenti cromatici, oltre all'immancabile presenza dello schermo dell'infotainment per apprezzare una cura superiore all'ordinario. Optando per una versione GT-Line, poi, si sfocia nel campo della personalizzazione. Solo le plastiche del Rifter, tutte piuttosto dure da toccare, tradiscono origini operaie, anche se a guardarle non lo diresti.

OGNI COSA AL SUO POSTO Sia chiaro: l'imborghesimento della specie non va a discapito della praticità. In 4 metri e 40 (lunghezza della versione a 5 posti e passo corto) da parcheggiare, il Rifter ha tutto quel che ci si aspetta da un mezzo del genere: un bagagliaio in cui puoi infilare la lavatrice e il forno uno sopra l'altra (da 775 a 4.000 litri il volume a disposizione); un piano di carico piatto pronto a fare gli straordinari, dalle consegne al trasloco di casa; un accesso posteriore intelligente, con il portellone che permette di aprire anche solo il lunotto; tasche, cassetti, piccoli vani per dare alloggio a tutto ciò che deve restare a portata di mano; sedili posteriori con sedute singole per tre persone, com'è giusto che sia se si sceglie un'auto spaziosa.

AGILE In attesa di un Peugeot Rifter 4x4 (in arrivo, firmata Dangel) è il Grip Control a darci una mano negli imprevisti della brutta stagione o sui fondi critici, ad esempio se si attraversano le strade di montagna in inverno. Il Rifter, però, si esalta soprattutto in città, dove si muove negli spazi stretti con l'agilità di una berlina compatta. Il volante piccolo, in questo senso, è un toccasana: aiuta a svoltare stretti e invertire la rotta in un fazzoletto d'asfalto senza sbracciarsi troppo. Nella guida veloce, di contro, stride un po' con la natura del mezzo, sensibile nei trasferimenti di carico e non proprio lesto a intraprendere la traiettoria impostata.

PASSISTA Discreto è il comfort nei viaggi lunghi, malgrado l'acustica rivedibile - la cubatura della stanza fa da cassa di risonanza ai fruscii aerodinamici. Si sente meno, invece, il borbottare del 1.5 diesel da 100 cavalli, un buon compromesso per questo tipo di mezzo. E' piuttosto pronto ai bassi e spinge bene laddove serve, dai 1.500 fino a sfiorare i 3.000 giri. Peccato solo che le marce del cambio – manuale- siano soltanto cinque. Una sesta di riposo avrebbe tolto qualche vibrazione e aggiunto qualche km alle pur lusinghiere percorrenze autostradali: tra i 14 e i 15 km con un litro. Che diventano 18/19 nel misto tra città ed extraurbano.


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