Autore:
Andrea Brambilla

SEMPRE PIACIUTA Ha fatto il suo ingresso nel mercato nel 2015 e ha collezionato oltre 30.000 contratti in tutta Europa, è la Yamaha Tracer giunta oggi alla sua seconda generazione. Una moto che ha fatto della versatilità il suo punto di forza, inoltre è da sempre apprezzata da chi ama fare lunghi viaggi anche in coppia. Ciliegina sulla torta? Un ottimo rapporto qualità-prezzo rispetto la concorrenza. 

NON SEMBRA MA E’ CAMBIATA A livello estetico il doppio faro a led, e il serbatoio in lamiera d’acciaio, sono stati rivisti senza però modificarne le forme; tutte le plastiche sono invece state affinate per migliorare l’aerodinamica e minimizzare le turbolenze. Nuove anche le prese d’aria ai lati del serbatoio così come la sella, in generale le forme sono più slanciate e curate grazie ai nuovi paramani, le prese d’aria ai lati del serbatoio, e la nuova sella. L’allestimento GT equipaggia la Tracer con borse rigide laterali (22 litri di capacità l’una), copricerchi verniciati in tinta e foderi della forcella oro. La dotazione GT comprende anche la strumentazione digitale con schermo TFT, le manopole riscaldate, il cruise-control, il sistema quick-shift per la cambiata e non ultima la forcella rovesciata Kayaba da 41 mm dotata di regolazione per il freno in compressione.

Yamaha Tracer 900 GT design

NUOVO FORCELLONE Il telaio in fusione di lega di alluminio non è cambiato rispetto il modello precedente, nuovo invece è il forcellone che raggiunge i 592 mm (+60mm) così come l’interasse che arriva a 1.500 mm. L’impianto frenante sfrutta dischi da 298 mm e pinze radiali a quattro pistoncini; sulla bilancia la Tracer 900 tocca i 214 kg in ordine di marcia, considerato anche il serbatoio da 18 litri.

SPINGE BENE Il tre cilindri in linea da 847 cc con imbiellaggio a 120, è molto fluido e costante nell’erogazione e sviluppa una potenza di 115 cavalli a 10.000 giri, mentre la coppia è di 8,9 kgm a 8.500 giri. Grazie ad una discreta dose di tecnologia è possibile scegliere, anche in movimento, tra tre mappe di motore e due per il controllo di trazione (asciutto e bagnato), che può anche essere escluso. Il sound del motore è piacevole all’udito e sale di regime con costanza diventando frizzante sopra i seimila giri, con un allungo che arriva oltre quota 11.000. Pollice su per i consumi che segnano i 17-18 km/litro anche ad andature allegre e con passeggero al seguito.

yamaha tracer 900 gt strumentazione

SU STRADA La triangolazione sella, manubrio e pedane, è ben pensata e si conferma calibrata per le varie altezze di chi guida, inoltre l’avantreno è molto comunicativo e non ha mai reazioni inaspettate. La sella, più spessa di 5 mm, è davvero comoda anche dopo lunghi tratti, stessa cosa vale anche per il passeggero che sfrutta le pedane oggi più distanziate dalla sella e di nuove maniglie per una presa migliore. La strumentazione è chiara e ricca di informazioni anche se i numeri relativi al controllo di trazione e abs sono un po’ piccoli rispetto il resto; una rotella posta sul blocchetto di destra consente invece di muoversi all’interno dei menu e di attivare le manopole riscaldate, non comodissima nell’uso in movimento.

FACILE La Tracer è facile da guidare anche per chi non è uno smanettone, la moto è stabile in percorrenza, maneggevole tra le curve ma un filo meno precisa in ingresso dove non è un propriamente un fulmine. L’allungamento dell’interasse e del forcellone ha reso la Tracer stabile anche alle alte velocità dove non si avvertono particolari turbolenze, grazie al cupolino regolabile in altezza che funziona bene. In città le buche vengono assorbite bene, la Tracer non è mai rigida e anche l'abs interviene quando serve senza mai essere invasivo. Un pò più presente è invece il controllo di trazione che spesso entra in funzione su pavè e rotaie anche quando non c'è particolare necessità. 

QUANTO COSTA I prezzi Yamaha partono dai 10.590 euro per la Tracer 900 e da 12.190 euro per la GT; 1.600 euro di differenza giustificati dalle borse (1.086 euro), il quick-shift (305 euro) e le manopole riscaldabili 201. E nel conto mancano ancora la forcella completamente regolabile, la strumentazione TFT, il cruise control e il precarico posteriore remoto.

 

 

 

 


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