Autore:
Luca Cereda

ISTANTANEE C’è stato un momento nello scorso GP di Cina passato inosservato ai più, ma che nel dietro le quinte della Formula Uno ha rappresentato una piccola, grande vittoria tutta italiana. Un istante non certo sfuggito ai tecnici del circus, quelli abituati a spaccare il capello in quattro in cerca di numeri e indicatori nelle prestazioni delle monoposto, che sia per limare al millesimo il tempo sul giro oppure ottimizzare la strategia di gara. Ai comuni mortale, invece, serve un piccolo sforzo di memoria. Se siete ancora fermi ad Hamilton che stappa lo spumante in compagnia di Alonso e Rosberg, riavvolgete il nastro fino a sabato, nel bel mezzo delle qualifiche.

OFFSHORE Il momento topico è quello in cui Valtteri Bottas (posizione sette in griglia e poi anche al traguardo) sfreccia con la sua Williams a 316 km/h sul rettilineo principale del circuito di Shanghai. Se non è record poco ci manca. Non certo per il picco di velocità in sé, come ben potrete immaginare, bensì perché la performance è arrivata su fondo bagnato (oltre che in condizioni di scarsa visibilità). Insomma, Bottas ha planato su un tappeto d’acqua e se l’è cavata senza che la macchina facesse un plissé, proseguendo dritta e composta per la sua strada. Gran parte del merito, non ce ne voglia il pilota, va all’ottima prestazione dei Pirelli Cinturato Green.

IN MEDIO STAT VIRTUS Il Pirelli Cinturato Green è la gomma intermedia da bagnato per la Formula Uno, l’unica riproposta dal fornitore inalterata rispetto dalla stagione 2013 (nonostante quest’anno, stando alle modifiche del regolamento, le velocità massime saranno superiori). Ha un battistrada scolpito alto 2,5 millimetri e, alla massima velocità, garantisce 25 litri al secondo di evacuazione da ogni ruota (quindi, 100 al secondo per ciascuna monoposto). Prestazioni ragguardevoli, ma non le più spinte, se si pensa infatti che il Cinturato Blue (il pneumatico da bagnato estremo della Bicocca) evacua fino a 65 litri d’acqua al secondo per ruota. Motivo per cui, ancora una volta, i 316 km/h toccati da Bottas sul bagnato con quattro Green fanno impressione.

TRAVASO Per la Casa milanese e per il made in Italy, un’impennata all’orgoglio. Per i piloti e le monoposto, un altro attestato di fiducia fornito dalle proprie “scarpe”. Ma la Formula Uno, si sa, è un mondo a parte, e tutto quel che accade ci sembra distante anni luce dal mondo reale, dal nostro vivere quotidiano, vero? Non proprio. Molto del lavoro di ricerca e alcune delle tecnologie sviluppate da Pirelli per la Formula Uno arrivano anche su auto stradali. Specialmente se parliamo di tecnologie impegnate a combattere l’acquaplaning.

P7 BLUE Un esempio per tutti è il Cinturato P7 Blue, estremamente efficiente in ogni condizione di fondo bagnato, anche su vetture ad alte prestazioni. E questo sulla scorta delle informazioni ricavate dall’esperienza di Pirelli in Formula 1. Per capirci, il Cinturato P7 Blue stradale dichiara infatti spazi di frenata sul bagnato del 7% inferiori ai diretti rivali, tanto da essersi meritato una valutazione ‘AA’ dall’ European Tyre Label, l’ente che certifica il grado di prestazione di tutti i nuovi pneumatici introdotti sul mercato internazionale.      


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