Autore:
Lorenzo Centenari

FUORI STRADA Quanti di voi, mamme e papà dal cuore grande, sono crollati e hanno ceduto ai suoi capricci? E al figlioletto, lo scorso Natale, hanno fatto trovare sotto l'Albero un hoverboard della migliore marca? Bene, sappiate che oltre alla spesa d'acquisto, se non istruite a dovere il vostro pargolo sul comportamento da adottare, potrebbero aggiungersi le spese giuridiche. Se sorpreso a dondolare dove gli è interdetto, l'hoverboarder rischia una sanzione fino a 99 euro. E dov'è che gli sarebbe vietato circolare? Sia su strada, sia sui marciapiedi.

HOVERBOARD CHE? Benché ancora la legge italiana non si sia occupata esplicitamente di skateboard elettrici e affini, l'hoverboard viene al momento equiparato alla categoria generica dei cosiddetti acceleratori di andatura. A questa sorta di piattaforme elettriche autobilancianti su due ruote, azionate da un giroscopio e un sensore di peso, il Codice della Strada applica perciò la medesima disciplina. L'art. 190, comma 8, precisa innanzitutto che "la circolazione mediante tavole, pattini o altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade".

COSÌ, SU DUE PIEDI Sede stradale off-limits, dunque. Ma gli hoverboard non sono esattamente i benvenuti nemmeno sul marciapiede. Al comma 9, sempre l'art. 190 del Codice aggiunge infatti come il divieto di circolazione si applichi anche "agli spazi riservati ai pedoni". La convinvenza con dispositivi a motore potrebbe generare reciproche situazioni di pericolo. E in caso di violazione, il trasgressore è soggetto a una sanzione amministrativa che consiste nel versamento di una somma da 25 a 99 euro. È già successo...

TARGHINO? Non è finita qui: dopo aver recepito una direttiva comunitaria, il Dipartimento Trasporti Terrestri di Roma ha stabilito come i veicoli a motore a due o tre ruote aventi una velocità massima per costruzione superiore a 6 km/h, che non siano velocipedi a pedalata assistita né costruiti per uso di bambini o invalidi, siano alternativamente da considerare (a seconda delle caratteristiche e delle prestazioni) alla stregua di ciclomotori o motoveicoli. Per poter circolare liberamente, anche l'hoverboard dovrebbe perciò passare prima dalla procedura di omologazione.

E IO PAGO Vita dura, insomma, per chi ama ciondolare in hoverboard per il quartiere. Oltre al danno, la beffa: se il trasgressore (come spesso accade) è un minorenne, a rispondere in forma diretta sono chiamati i genitori stessi, poiché i responsabili per legge della sorveglianza del minore. Ma allora, dove è possibile assaporare il piacere di salire in hoverboard senza il terrore di commettere un illecito? Soltanto, dice il Codice, nelle aree dedicate. Oppure, in spazi privati come cortili, giardini, parchi, ville, eccetera. Piste ciclabili? Quelle sì, via libera. A patto di non ingarellarsi con ciclisti...invidiosi.


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