Autore:
Emanuele Colombo

LAVORI IN CORSO Le domande sul tavolo sono due: come aiutare le auto a guida autonoma ad affrontare l'imprevedibilità degli esseri umani? Come si comporteranno questi ultimi nei confronti delle auto robot? Nissan e Goodyear cercano le risposte con ricerche mirate.

UNA RICERCA EUROPEA Goodyear, per cominciare, ha annunciato che, con l'aiuto della London School of Economics condurrà una ricerca in 11 Paesi europei. Attraverso questionari e interviste di gruppo, vuole appurare come gli automobilisti in carne e ossa accoglieranno i veicoli a guida autonoma e come li tratteranno incontrandoli sulla strada. Preoccupa che possano sfogare con loro la stessa aggressività con cui tanti trattano gli assistenti virtuali dei propri smartphone Siri e Cortana: magari compiendo apposta manovre azzardate davanti alle auto robot per costringerle a reazioni d'emergenza.

IL RUOLO DELL'ANTROPOLOGA Nissan, affronta invece il problema delle interazioni tra uomini e auto robot con l'aiuto di Melissa Cefkin, antropologa di progettazione al Centro di Ricerca del costruttore giapponese. Ha il compito di esaminare come gli esseri umani interagiscono con un “oggetto profondamente culturale” qual è l’automobile, e di capire come le nuove tecnologie possono comprendere l'elemento umano e reagire in modo appropriato.

IMPATTO SOCIALE “La guida autonoma porterà cambiamenti nella società, nel modo in cui ogni giorno interagiamo e ci comportiamo in strada”, dice Cefkin. Gli esseri umani sono l'elemento meno predicibile, per un sistema di guida autonoma; inoltre seguono una serie di regole non scritte e comunicano in molti modi, con atteggiamenti e linguaggi che la macchina dovrà saper cogliere e interpretare.

CAPIAMOCI! L’incrocio di quattro strade con un segnale di stop, per esempio, è secondo Cefkin una situazione problematica e incredibilmente interessante: “Possono esserci molte interpretazione su cosa accade allo stop di un incrocio” ha spiegato. “Certo, si suppone che io mi fermi, ma una volta che mi sono fermato nulla mi dice quando ripartire, quindi tocca a me capirlo. In tali situazioni, conducenti, pedoni e ciclisti spesso usano occhiate e forme di comunicazione dirette, come un gesto con la mano, per inviare in modo molto chiaro segnali circa le proprie intenzioni”.

UN VIDEO DA GUARDARE Ecco perché il gruppo di lavoro dell'antropologa sta cercando di pianificare fin dall’inizio come un veicolo a guida autonoma potrebbe comunicare agli altri utenti della strada la sua prossima mossa: in un modo che possa essere compreso da tutti e senza rischiare equivoci. Secondo Cefkin, alcune delle soluzioni delle Nissan di domani potrebbero assomigliare molto a quelle del video sulla IDS Concept che qui pubblichiamo: per esempio la luce sulla fiancata, che segue il pedone nei suoi spostamenti.

DA QUI AL 2020 Nissan prevede di introdurre nel 2020 un veicolo capace di affrontare la guida in città e gli incroci senza l’intervento del conducente.  Già nel 2018 arriverà invece un sistema in grado di gestire autonomamente i cambi di corsia in autostrada: sarà l'evoluzione dell'attuale ProPilot: la tecnologia introdotta lo scorso luglio che mantiene corsia e distanza nel traffico autostradale.


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