Autore:
Emanuele Colombo

MEZZI PESANTI La guida autonoma? È a buon punto... sui camion! Il 6 aprile si è infatti conclusa con pieno successo la European Truck Platooning Challenge (www.eutruckplatooning.com), in cui i convogli di mezzi pesanti allestiti da DAF, Daimler, Iveco, MAN, Scania e Volvo, partiti dalle rispettive sedi in diverse città europee, hanno raggiunto la città olandese di Rotterdam in modo semi-autonomo.

FUNZIONA COSÌ La guida in convoglio fa in modo che il primo camion, guidato da un essere umano, diriga il gruppo dei mezzi che seguono: robotizzati e collegati in wi-fi. In questo modo, sfruttando una tecnologia basata sull'Adaptive Cruise Control, tutti frenano, accelerano e sterzano in modo da mantenere costante la distanza reciproca, allo scopo di ridurre l'ingombro sulla strada, il rischio di tamponamento e persino consumi ed emissioni. In convoglio, infatti, chi rimane in scia fa meno fatica, proprio come avviene nelle gare ciclistiche.

IL VANTAGGIO IN CIFRE “Mantenendo un distacco di due secondi tra un mezzo e l'altro si ottiene già un risparmio di gasolio del 5 per cento”, dice Lars-Gunnar Hedström, capo del reparto sviluppo prodotto di Scania, “e con un distacco di mezzo secondo sono possibili risparmi superiori al 10 per cento”. Niente male, se consideriamo che per una compagnia di trasporti il carburante può rappresentare anche il 27 per cento dei costi totali.

PAESE CHE VAI... Il Challenge appena concluso, che aveva ovvie finalità sperimentali, ha evidenziato alcune difficoltà. Per esempio, nei veicoli Scania erano automatizzati freni e acceleratore, ma non lo sterzo, che veniva ancora azionato dal guidatore. Inoltre ogni nazione ha, per ora, le proprie regole in fatto di mezzi a guida autonoma, così ogni costruttore ha dovuto realizzare software diversi per ciascuno dei paesi attraversati.

VERSO LA META Nella dimostrazione appena conclusa la guida in convoglio è stata utilizzata solo in autostrada: un contesto assai più semplice da gestire rispetto a quello urbano, che è molto più ricco di imprevisti. Tutto comunque è filato liscio. Perché la strategia del convoglio raggiunga la maturità, comunque, c'è un altro scoglio da superare: per ora ogni marca usa il wi-fi a modo suo e non c'è compatibilità tra i mezzi dei diversi costruttori. È logico pensare che, in prospettiva, si debba trovare uno standard che permetta convogli “misti”.


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