Autore:
Massimo Grassi

IL PASSATO CHE AVANZA Il bestione giallo avanza lentamente lungo le salite che portano a Castelmezzano. Prima, seconda… azzardo una terza ma il dieselone del “mio” Mercedes Sprinter mi fa subito capire che non è cosa e torno subito in seconda. La leva del cambio lunga come uno spadone medioevale vibra e non trasmette certo chissà quale senso di sicurezza ma gli innesti sono precisi e “giocare” con le marce è facile. Ancora 1 km e sono arrivato. Chiamatemi strano, chiamatemi pazzo, chiamatemi masochista… ma quasi mi dispiace. Mi sto divertendo come non avrei mai pensato. Strade meravigliose che vorresti percorrere su una SLC pennellando curve. Invece sei a bordo di un furgone di 20 anni, eppure ti diverti.

GENERAZIONI DI LAVORATORI Ok, ma cosa ci faccio sulle strade della Basilicata? Perché sto andando verso uno dei borghi più belli d’Italia, in compagnia di un Mercedes Sprinter con un tot di primavere sulle spalle? Semplice: perché nel 2016 il furgone della Stella compie 20 anni e per festeggiare un compleanno così importante ha scelto di portare una carovana di Sprinter da Napoli a Bari, passando per alcuni dei luoghi più incantevoli del Sud Italia.

CORREVA L’ANNO Torno di nuovo a bordo della prima generazione. Erede del Mercedes T1, quando venne lanciato, il Mercedes Sprinter rappresentò una vera e propria rivoluzione nella categoria: sospensioni anteriori indipendenti, carrozzeria autoportante, trazione posteriore e il motore diesel più potente dell’epoca (122 cv!). Nato nella fabbrica di Düsseldorf, il Mercedes Sprinter ha poi “conquistato” il mondo con linee produttive in Argentina, South Carolina, Russia e Cina, per un totale di 6 stabilimenti e quasi 3 milioni di unità vendute.

ARRANCA MA NON SI STANCA Accendere il Mercedes Sprinter prima generazione è quasi un attentato al proprio menisco: la leva del cambio si muove con veemenza e continua a vibrare anche quando sono fermo. Il 2.3 diesel sboffonchia e, tra le salite che si inerpicano verso la nostra meta, i suoi 81 cv e 152 Nm faticano, e non poco. Per fortuna passo da una marcia all’altra in souplesse, come se non fossero passati 20 anni dalla nascita del nostro amico giallo. Giusto i freni sembrano essere invecchiati non benissimo, con spazio d’arresto lungo e pedale spugnoso.

VECCHIO A CHI? Nonostante sia maggio, fuori fa freddino e il meteo non aiuta. Non c’è aria condizionata, ma posso contare sul sedile riscaldato. Una vera chicca per il 1996, specialmente per un veicolo commerciale. Così come il sistema abs di serie. Altra particolarità sono gli ugelli del getto lavavetri inseriti direttamente nelle spazzole. No, qui non si scherza per niente.

SALTO GENERAZIONALE Abbandono lo Sprinter del 1996 per salire (nel vero senso della parola) a bordo della versione del 2002. Il salto generazionale è notevole. Cambio automatico (così il mio piede sinistro può riposare), materiali che non avrebbero sfigurato a bordo delle vetture passeggeri dell’epoca e accessori come il cruise control (in casa Mercedes chiamato Tempomat). Le misure aumentano sensibilmente rispetto al vecchietto di cui sopra e passare tra le stradine della Basilicata potrebbe sembrare un’ardua impresa. Sorpresa! Non è così. La seconda generazione dello Sprinter, rinnovato sia nell’estetica sia nella tecnica, rappresenta un significativo balzo in avanti rispetto alla serie precedente e nonostante mantenga un’impostazione da furgone, si guida quasi (e sottolineo, quasi), come una grossa berlina.

PARENTESI TECNOLOGICA Con la seconda generazione il Mercedes Sprinter ha visto debuttare numerose novità tecniche come il cambio automatico (2000), l’ESP di serie (2002) e i motori Common Rail (2002). A voi sembrerà poca cosa, ma per il mondo dei veicoli commerciali rappresentavano vere e proprie novità rivoluzionarie.

RITORNO AL FUTURO Ormai ci ho preso gusto e approfitto di una sosta per cambiare mezzo e mettermi alla guida del Mercedes Sprinter “Edition Sprinter”, versione speciale riccamente accessoriata e punta di diamante della flotta. Una flotta che dal 2006 (anno della presentazione della 3a generazione) ha visto crescere ulteriormente la dotazione tecnologica: Adaptive ESP (2006), motori 4 cilindri Euro 4 (2009), cambio automatico 7G-Tronic (2012) e motori Euro 6 (2013). Tanta roba cui si aggiungono anche sistemi di assistenza alla guida provenienti dal mondo auto (prevenzione urti, mantenitore di corsia etc…) e l’esclusivo Crosswind Assist, sistema che aiuta a mantenere la stabilità anche in presenza di forti venti laterali. Così anche l’effetto vela è scongiurato.

COME IN AUTO Oltre alle grandi novità tecniche ed estetiche, ciò che sorprende dell’ultimo Mercedes Sprinter è la posizione di guida, con il volante quasi verticali e sterzo molto di più diretto di quanto non si possa immaginare. Se poi si unisce il tutto al cambio automatico 7G-Tronic ecco che guidare diventa solo un piacere. Anche se le stradine di Matera fanno di tutto per rendermi la vita difficile, con fondo scivoloso e tornantini stretti.

UN CARICO DI NOVITÀ Riconoscibile per il frontale il cui disegno riprende quello delle vetture passeggeri, il nuovo Mercedes Sprinter è nuovo sia per le dotazioni tecnologie e anche per le novità sotto il cofano: tutti i motori sono infatti omologati secondo la normativa Euro 6. Inoltre entra in listino la versione da 5,5 tonnellate: tradotto significa mezza tonnellata in più di carico utile. Se a voi automobilisti può non dire molto, provate a chiedere a un amico che si occupa di trasporti quanto questo fatto voglia dire per lui. 


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