Autore:
Roberto Tagliabue

VISTA A GINEVRA Nello stand di Land Rover, nell’ultima edizione del Salone Internazionale di Ginevra, faceva capolino questa strana versione dell’intramontabile icona dell’offroad autentico: la Land Rover Electric Defender. Pensare di inserire un cuore elettrico per muovere la Land Rover meno permeata di elettronica tra quelle ancora in commercio sembrerebbe avere del paradossale. Eppure l’idea sembra, invece, avere un suo perché, e a pochi mesi di distanza dalla presentazione statica, ecco arrivare, detto con termini informatici, la prima implementazione.

PARTENDO DA UN 110 PICK UP Come prima sperimentazione della Land Rover Electric Defender la scelta è caduta su scocca e telaio di un Defender 110 Pick Up, a cui è stato espiantato il motore termico per essere sostituito da un motore elettrico, ma è stata mantenuta la catena cinematica con trazione integrale permanente con riduttore e, ovviamente, è stato aggiunto un adeguato pacco batterie agli ioni di litio per alimentare il motore elettrico. Ma non basta, perché il lavoro che la Land Rover Electric Defender dovrà compiere ha richiesto altre modifiche.

60 PERSONE Al traino dell’Electric Defender ci saranno quattro carrozze per il trasporto passeggeri, per un totale di 60 persone e circa 12 tonnellate di peso. Per ovvie ragioni di sicurezza al pedale del freno è stato connesso un sistema di freno ad aria che comanda l’impianto frenante delle carrozze. Ma non basta, perché correlato al Terrain Response (prima implementazione su un Defender) e al sistema di controllo della velocità in discesa (HDC: Hill Descent Control), c’è il dispositivo di recupero dell’energia in discesa e in frenata, che consente di fornire corrente alle batterie recuperando fino all’80% dell’energia cinetica.

IN CORNOVAGLIA La sperimentazione reale sta partendo proprio in questi giorni all’interno dell’Eden Project, vicino a St Austen, in Cornovaglia, dove il Land Rover Electric Defender trasporterà fino a sessanta persone su un percorso con pendenze fino al 6%. La scritta “All terrain Electric Research Vehicle” sulla fiancata ribadisce lo spirito professionale della sperimentazione.

DIAMO I NUMERI La stima è che, con una carica notturna lenta di circa 10 ore con un costo di circa due Sterline, la Land Rover Electric Defender sia in grado di coprire 8 ore di lavoro intenso in fuoristrada. C’è anche la possibilità di una ricarica rapida, che richiede soltanto 4 ore. L’autonomia in termini chilometrici si aggira intorno agli 80 chilometri, con una riserva di altri 20. La velocità massima del Land Rover Electric Defender, forse senza le carrozze al traino, è di 112 km/h.

IN COCLUSIONE È interessante osservare che proprio la Land Rover, paladina dei Suv che nell’immaginario collettivo sono visti come i veicoli anti ecologici per eccellenza, non solo sia in grado costruire vetture interamente elettriche, che con poche sterline di corrente elettrica accumulata nelle batterie durante la notte, sono in grado di compiere un lavoro gravoso durante tutta la giornata, ma che per dimostrarlo abbia scelto quell’icona del 4x4 (con la Union Jack), dura e pura come solo la Defender sa essere. È solo un punto di partenza, ma è il segno di quanto Land Rover si stia impegnando nel sovvertire il pensiero comune, che le sue vetture, che da anni ama chiamare “All terrain” e non Suv, non sono le anti ecologiche per eccellenza.


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