Autore:
Luca Cereda

UNIVERSI PARALLELI Cos'hanno in comune i lavoratori edili bergamaschi e gli hyppie d'Europa? Facile, il Transit. Per i primi, da anni è la corriera del casa-cantiere per eccellenza, non c'è clone che tenga, vedere per credere ogni giorno sulla Milano-Venezia. Per i figli dei fiori rappresentava invece l'alter-ego del Vw Bulli, un angolo di Woodstock tra quattro muri di lamiera a quattro ruote per girare in lungo e in largo il mondo, adattandolo per l'occasione anche a mini-camper. E così, oggi che il Transit si appresta a soffiare su una torta a 45 candeline, il coro di "happy birthday” si solleva all'unisono dall'Isola di White alla Val Brembana.

SEI MILIONI Dal 1965 al 2010, 6 milioni e passa di Transit. La cifra tonda è stata raggiunta qualche giorno fa (30 aprile) quando nello stabilimento di Kocaeli, in Turchia, ha visto la luce un Combi 200 Bianco a passo corto. Numeri di un successo basato sull'affidabilità e praticità di un mezzo apprezzato soprattutto come tuttofare da lavoro, per la versatilità e le sue doti di carico; negli anni passati, però, il Transit era anche l'icona di uno stile di vita itinerante, la casa-mobile delle compagnie in vacanza o uno spartano starliner per le band degli anni Settanta. Dalle origini ad oggi è stato commercializzato in oltre 85 Paesi e tuttora detiene una fetta consistente del mercato europeo nel suo segmento (per quanto concerne il 2009 parliamo del 12,8%). Ecco le tappe che ne hanno segnato la storia e una ricca gallery che mette in evidenza le sue qualità di mezzo trasformista per eccellenza.

 


A.T. Ante Transit
Se la cronologia ufficiale del Ford Transit parte dal 1965, i suoi antenati risalgono a qualche tempo prima. Nei primi anni Cinquanta Ford commercializzava in Europa l'FK 1000, un furgone fabbricato a Colonia dalle caratteristiche assimilabili al futuro Transit; veniva costruito sulla stessa piattaforma delle automobili Ford e progettato sulla scorta delle esigenze di una popolazione, quella europea, avviata verso il boom economico. La parola Transit nel nome del furgone comparve per la prima volta nel 1960, quando l'FK venne ribattezzato Ford Taunus Transit, rimasto in produzione tra il 1961 e il 1965.

 

 


1965, "Transit” per un pelo…
Quando la Ford si accorse di della necessità di ri-progettare il proprio furgone, alla luce dei continui cambiamenti in corso negli usi e costumi della società europea, il Transit si trasferì a Lengley, nel Berkshire, sede dello stabilimento britannico della Ford. Al battesimo fu "Transit” per un pelo: fino a poco tempo prima del lancio, infatti, il nome designato era Serie-V, e solo all'ultimo Bill Batty - futuro presidente di Ford Gran Bretagna – decise di cambiare. Il lancio avvenne nell'ottobre del '65. Fari sollevati all'altezza della linea di cintura e griglia da autocarro erano tratti distintivi del muso, sotto il cofano pulsavano invece un 1.7 benzina da 74 cv o in alternativa un 2.0 da 86 cv. Due le versioni disponibili: Transit LCX e Transit LCY (più grande).

 

 


1970-1972, il Transit nella leggenda
Col tempo il Transit si affermò come un segno dei tempi, non solo in Inghilterra. Diventò il furgone della polizia, dei pompieri, la base sulla quale venivano allestite le ambulanze, ma anche la carovana preferita da famosi musicisti per le loro tournée. Per anni, fino ai tempi più recenti, ha mantenuto questa doppia anima di icona lifestyle e solido mulo da soma. Il piatto forte era una capacità di carico superiore rispetto ad altri veicoli paragonabili circolanti a quel tempo. Reyner Banham, critico di architettura, pare l'avesse definito, nel 1970, "la quintessenza del nostro modo di vivere”, proponendo di seppellirlo per tramandarlo ai posteri; e sempre secondo le leggende Ford, il Transit sarebbe stato nel mirino di Scotland Yard essendo, per la sua capacità di carico di 1,75 tonnellate, uno dei mezzi più utilizzati dai banditi nelle rapine.    

 

 


1971-1972, arrivano il diesel e il Supervan
Nel 1971 venne realizzata la prima versione da pista del Transit. Costruita sulla base della sportiva Ford GT4O, con un motore V8 da 5.0 litri, il Supervan debuttò sul circuito di Brands Hatch facendo registrare una velocità di punta di 240 km/h. L'anno dopo, la Casa americana introdusse sul Transit il primo motore diesel a cilindrata ridotta e regime elevato, uno York declinato in due differenti potenze (55 e 62 cavalli) rispettivamente per i modelli a passo corto e a passo lungo.

 

 


1976-1978, dopo il milione si cambia
Con l'introduzione del Transit 190, che innalzava il peso del veicolo a 3,5 tonnellate, la produzione raggiunse nel 1976 lo storico traguardo del milione di pezzi. A distanza di due anni, il Transit subì il primo importante restyling: cambiava la forma del cofano, non più squadrata ma dritta e allungata, e sotto debuttavano nuovi motori OHC più efficienti nei consumi.

 

 


1984-1991, le nuove generazioni
Nel 1984 face la sua comparsa nella gamma del Transit un nuovo propulsore diesel da 2.5 litri che sviluppava una potenza (68 cv) superiore al precedente garantendo però notevoli risparmi nei consumi. Intanto, la produzione del Transit scollinò quota 2 milioni di esemplari (nel 1985) e, a 14 anni dal lancio del primo Supervan, Ford introdusse sul mercato il Supervan 2, anch'esso derivato da una Ford da gara e dotato di motore Cosworth V8. Nel gennaio del 1986 scattò l'ora della seconda generazione del Transit, caratterizzata da evidenti modifiche nell'estetica, ma la stessa gamma di motori. Nel '91 arrivò invece il primo motore turbodiesel, un DI 2.5 aspirato da 80 cavalli.   

 

 


1994-1998, il nuovo Transit alla conquista dell'est
Superata quota 3 milioni di unità prodotte, la Ford varò un nuovo modello del Transit, caratterizzato da una griglia ovale, un'insonorizzazione nettamente migliorata, doppio airbag per conducente e passeggeri e l'antifurto elettronico. Il modello sportivo, il Supervan, uscì nel '95 nella sua terza versione equipaggiato con un motore Ford da 3.5 litri, mentre l'anno dopo (1996) debuttò il Transit minibus, la variante da 17 posti. Intanto, il successo del mezzo travalicava i confini europei: nel 1997 ebbe inizio la produzione del Transit in Vietnam (Hai Dong) e in Cina (Nanchino).

 

 


2000-2005, la terza generazione è "Van of the Year”
All'European Road Transport Show di Amsterdam si svelò la terza generazione del Transit (prodotta a Genk, in Belgio), nata all'insegna di un design che seguiva il nuovo corso stilistico della Casa, il cosiddetto New Edge. Al cliente veniva offerta la possibilità di scegliere tra trazione anteriore o posteriore, ma entrambe le versioni nascevano sulla stessa identica piattaforma. Il motore (a partire dal 2001) era un turbodiesel Duratorq allora in dote anche alla Mondeo e alla Jaguar X-Type. Nel 2001 venne introdotto anche il cambio automatico Dualshift, e così il Transit si guadagnò il titolo di Van of The Year. Due anni dopo nacque invece il più piccolo della Famiglia, il Transit Connect (Van of the Year 2003) con ABS di serie; la produzione fu spostata nel corso del 2004 da Genk a Kocaeli, in Turchia, nello stabilimento Ford Otosan.

 

 


2006-2010, il Transit oggi
Compiuto il 40esimo anniversario, l'anno dopo seguì il lancio dell'attuale versione del Transit. Il restyling aveva ritoccato la calandra, i gruppi ottici e l'arredamento della cabina, migliorato; la novità principale consisteva però nell'ingresso di serie dell'ESP, prima che la gamma motori accogliesse un nuovo motore diesel molto potente, da 3.5 litri di cilindrata, 400 cv di potenza massima e una coppia di 470 Nm. L'ultimo Transit si è guadagnato per la seconda volta (nel 2007) il titolo di Van of the Year. Tra pochi mesi, ad agosto, spegnerà 45 candeline. Tanti auguri!

 


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