Autore:
Simone Coggi

Due anni fa si chiamava semplicemente Tricker, era stata presentata sempre al Salone di Tokio ed era concettualmente uguale, ma diversa nella realizzazione. Questa è derivata dalla XG250 Tricker, dalla quale si differenzia, oltre che per la destinazione d’uso, per le sovrastrutture veramente ridotte ai minimi termini.

E’ una proposta in qualche modo curiosa, affascinante: le pedanine sui mozzi davanti e dietro aiutano nelle evoluzioni, così come la possibilità di ruotare la "manopola" del gas, senza dover faticare sui pedali.

Il motore è un monocilindrico due valvole raffreddato ad aria da 250cc, ed il telaio è in acciaio. L’uso di fibra di carbonio per il coprisella e per il parafango anteriore abbassano ulteriormente il peso ed alzano il tasso di divertimento.


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