Autore:
Federico Maffioli

IO BALLO DA SOLO Il Campione in carica Jonathan Rea mette subito le cose in chiaro: veloce, preciso, calcolatore e tremendamente efficace. A Phillip Island non sbaglia nulla. Vince gara 1, mantenendo la leadership per quasi tutti i 22 giri e passando prepotente all’esterno Davies all’ultima curva, e vince gara 2 da vecchia volpe. Con il tempo da pole sarebbe stato en plein, ma partiva comunque dalla terza casella in prima fila. Insomma, cosa gli vuoi dire ad uno così? Immenso. VOTO 9

LEONE OLANDESE Il giovane Michael van der Mark lascia l’Australia con 36 punti e il secondo posto in classifica generale. Terzo in gara uno e secondo in gara due ha dimostrato di avere le idee chiare e la voglia di far bene. Lotta, entra fortissimo, chiude traiettorie, intraversa la moto e quando lo passano Rea e Davies in gara due non molla un millimetro e rimane lì, incollato fino alla fine. Ok, la pista australiana lo esalta, è un tracciato veloce senza troppe staccate e ripartenze, e questo lo aiuta, ma guida comunque la moto più datata del lotto, che nelle sue mani sembra aver fatto il pieno di energy drink! Testardo.
VOTO 9

NON SI FANNO PRIGIONIERI Comincia male il we australiano per Chaz Davies, nono in griglia e distaccato di sette decimi dalla pole di Sykes. In entrambe la gare, però, l’inglese guida la sua Ducati per vincere, senza cercar compromessi: recupera manciate di posizioni nelle prime tornate, lotta con i primi e arriva secondo in gara uno a soli 63 millesimi da uno stratosferico Rea che passa la sua Ducati all’esterno nell’ultima curva. In gara due cambia poco, Davies battaglia da vero guerriero, derapa, stacca fortissimo, entra come un fulmine in curva, poi all’ultimo giro prova a passare Rea, sbaglia e cade. Riparte, ma arriva solo decimo. In fondo era solo la prima gara.
VOTO 6

CARICO A MOLLA Dopo sette mesi a digiuno di gare, Davide Giugliano ha voglia di riscatto: parte dalla seconda casella, lotta da gladiatore con Rea, Sykes, Davies, van der Mark, ma in gara uno, al penultimo giro, quando Rea decide di spingere, molla il colpo e chiude quarto al traguardo. Meglio in gara due: Giugliano spreme la sua Ducati fino all’ultimo brandello di gomma, approfitta della caduta di Davies, sorpassa Hayden all’ultimo giro e riesce a chiudere terzo sia sul podio sia in classifica generale. Ci sei mancato.
VOTO 8

DOTTOR JEKYLL E MR HYDE Sykes inizia il Campionato 2016 da protagonista conquistando la Pole con il tempo record di 1.30.020. Parte bene in gara 1, chiude quattro giri in testa, poi lo passano Rea, Davies e Giugliano e sparisce nelle retrovie, arrivando quinto al traguardo. In gara due Sykes prova a stare davanti, ma a metà gara sbaglia, finisce quarto tra Davies e Giugliano e poco dopo viene superato anche da Hayden e Guintoli. Chiude sesto gara due e quinto in campionato a 21 punti come Guintoli. Tanto aggressivo in pole, quanto inconsistente in gara.
VOTO 5

CONCRETO Guintoli si alterna con le posizioni di Sykes, senza però riuscire mai ad arrivare tra i primi. In gara uno prova a rimanere nel gruppo di testa, ma riesce a passare solo il compagno di squadra Lowes e si ferma quinto dietro Nicky Hayden. In gara due stesso copione, chiude dietro ad Hayden, ma in quinta posizione per la caduta di Davies. C’è margine.
VOTO 7

IMPARA IN FRETTA L’ex campione 2006 della MotoGp Nicky Hayden è stata una bella sorpresa nel doppio appuntamento australiano. Conservativo e poco aggressivo, l’americano ha chiuso nono gara uno, ma ha dimostrato di saper imparare molto in fretta piazzandosi quarto in gara due, sfiorando addirittura il podio. Per lui non sarà facile adattarsi a questa moto, molto diversa dalle MotoGP, ma ha dimostrato di non aver timori! Generoso. 
VOTO 8

CORIACEO Tra i degni di nota c’è sicuramente Leon Camier, pilota MV Agusta che, partito dalla quindicesima casella, ha chiuso gara uno in settima posizione. Peccato il ritiro in gara due. Molto determinato.
VOTO 7

SFORTUNATO Peccato per l’infortunio di Jordi Torres, perché aveva tutte le carte per fare bene. Il pilota spagnolo in sella alla BMW del team Althe ha chiuso gara uno in ottava posizione e gara due in settima. Fino all’ultimo era in forse la sua partecipazione alla gara australiana, alla fine ha corso anche contro il dolore.
VOTO 8

A MUSO DURO Troy Bayliss si è presentato a Phillip Island da team manager del giovane Campione Australiano Superbike Mike Jones, wild card in questo primo appuntamento SBK 2016. Dopo l’infortunio di Fabio Menghi, nel team VFT Ducati si è aperta una trattativa per valutare la possibilità di sostituire Menghi con Jones, ma la risposta del tre volte iridato Superbike è stata perentoria: “non ho mai pagato per correre e non inizierò certo adesso”. Romantico! 
VOTO 10

TUTTI GLI ALTRI Alex Lowes: quindicesimo in gara uno e ritirato in gara due. Inconsistente, voto 4. Lorenzo Savadori: entra subito in Superpole 2, per una buona parte di gara uno è li nel gruppetto dei primi, ma è costretto al ritiro in gara due. Sulla buona strada, voto 7. Alex De Angelis: si ritira in gara uno, chiude tredicesimo gara due. Ancora non si è ripreso fisicamente, voto 6. Markus Reiterberger: cade in gara uno al panultimo giro mentre era decimo dietro a Nicky Hayden, si riscatta in gara due chiudendo in ottava posizione. Inesperto, voto 5

ORDINE DI ARRIVO Questo l’ordine di arrivo di Gara 2 a Phillip Island: 1) Jonathan Rea, Kawasaki 2) Michael van der Mark, Honda 3) Davide Giugliano, Ducati 4) Nicky Hayden, Honda 5) Sylvain Guintoli, Yamaha 6) Tom Sykes, Kawasaki 7) Jordi Torres, BMW 8) Markus Reiterberger, BMW 9) Joshua Brookes, BMW 10) Chaz Davies, Ducati 11) Karel Abraham, BMW 12) Roman Ramos, Kawasaki 13) Alex De Angelis. Aprilia 14) Alex Lowes, Yamaha 15) Silvain Barrier, Kawasaki 16) Dominic Schmitter, Kawasaki 17) Saeed Al Sulaiti, Kawasaki 18) Péter Sebesyén, Yamaha 19) Imre Toth, Yamaha. Ritirati: M. Jones Ducati, Leon Camier MV Agusta, Lorenzo Savadori Aprilia 


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