Autore:
Federico Maffioli

CI RISIAMO La vera protagonista del GP di Aragon è stata la bandiera inglese, che è tornata a sventolare prepotente sul podio ben sei volte su sei posizioni disponibili. Qualcosa di già visto l’anno scorso, dove i sudditi della Regina Elisabetta erano stati gli unici ad aver calcato il podio nelle prime tre gare, monopolizzandolo per tutto il 2015 con 66 posizioni da podio conquistate dalla corazzata inglese su 84 disponibili in tutto il Campionato. Quest’anno nelle prime quattro gare sembrava che con Davide Giugliano e soprattutto Michael van der Mark qualcosa fosse cambiato, ma non è stato cosi, anzi, dopo Aragon, il primo dei nove appuntamenti europei previsti in calendario, l’impressione è che siano più chiari i veri equilibri in gioco e che il terzetto inglese composto da Jonathan Rea, Tom Sykes e Chaz Davies sarà ancora più forte e protagonista. Bello, invece, sentire l’Inno italiano suonare in onore di una ritrovata Ducati, ma solo quella guidata dal britannico Chaz Davies.

AL QUADRATO Veder guidare qui Chaz Davies è stato qualcosa da “vale il prezzo del biglietto”. L’inglese partiva dalla quarta casella, ma poi ha messo in scena una doppietta da vero fuoriclasse. Nelle sue mani la Ducati esprime tutto il potenziale 2016, dimostrando di essere una moto più competitiva dell’anno scorso. Davies fa le scelte giuste da adottare, in gara 1 parte un po’ indeciso, ma dopo tre giri è solo al comando, in gara 2 è li davanti dopo poche curve e in entrambe passa in solitaria sotto la bandiera a scacchi; non solo, perché in entrambe sigla il miglior crono in gara, con il suo best lap mezzo secondo più basso sul record di Rea del 2015. La Ducati numero 7 adesso è a meno 26 punti da Rea e riapre un Campionato che sembrava già dato in “dote” ai piloti Kawasaki. Voto 9

UNO A UNO Mr Pole si alterna con il compagno di squadra Jonathan Rea sul secondo e terzo gradino del podio. Tom Sykes conquistata la pole ad Aragon con un tempo da record della pista, in gara uno parte bene, poi prima viene sorpassato da un incontenibile Davies e dopo cede il passo al Campione del Mondo in carica senza opporre resistenza, chiudendo terzo al traguardo. In gara il numero 66 è più combattivo, prova a contrastare la Ducati di Chaz poi lotta con Rea, ma sale sul secondo gradino del podio più per i problemi di Rea che per meriti. La pista di Aragon è quella dove Kawasaki sviluppa le moto, dalle due ZX-10R ci saremmo aspettati di più, ma evidentemente il pacchetto 2016 non è ancora al cento per cento, aspetto sottolineato dai problemi lamentati da Rea a livello di freno motore, non è la prima volta quest’anno, e dalle dichiarazioni di Sykes a fine gara dove ha affermato che qui hanno raccolto molte informazioni su cui lavoreranno in previsione di Assen. Voto 8.

RUOLI INVERTITI Inizia male il weekend di gara di Jonathan Rea, che parte quinto dopo una Superpole all’inseguimento. In gara 1 il campione del Mondo in carica arriva secondo, senza mai però riuscire a mettere nel mirino il missile Davies. In gara 2 chiude terzo dietro al suo compagno di squadra Sykes, che lo infila dopo che Rea finisce fuoripista per problemi in staccata alla moto. Nelle interviste dopo gara, poi, Jonathan Rea non si smentisce e lancia una frecciatina verso quello che sembra il suo obiettivo quest’anno, ovvero arrivare davanti al suo compagno di box Sykes: “è frustrante, se non avessi avuto problemi alla moto sarei arrivato secondo”. Come dire, Chaz oggi era di un’altra dimensione, ma io sono meglio di Tom…”. Rea rimane primo in classifica con 131 punti, ma oggi il ruolo del “solito” Rea l’ha fatto uno strepitoso Chaz. Per Rea, Voto 7.

PER UN PELO Xavi Fores oggi merita l’applauso, ancora non al cento per cento con la mano destra, partiva dalla nona casella e ha chiuso entrambe le gare in quarta posizione. Con la Ducati privata dell’ottimo Team Barni mette dietro due volte l’ufficiale Davide Giugliano ed è il primo dei non “soliti inglesi” in tutte e due le gare, di più non poteva fare. Anzi, con Rea in difficoltà e due secondi più lento nell’ultimo giro, se la gara avesse avuto un paio di giri in più avrebbe preso anche il podio. Voto 9

CASA DOLCE CASA Voto positivo anche per Jordi Torres, pilota del Team Althea BMW, che chiude gara 1 e 2 rispettivamente in settima e quinta posizione, dopo aver conquistato l’ottava casella in griglia di partenza. Voto 7. Meno bene il suo compagno di squadra Markus Reiterberger, al suo esordio qui, 15 e 14 in gara, voto 5. BMW sorpassa così Yamaha in classifica costruttori con 57 punti contro i 56 della Casa giapponese.

PUNTO DI DOMANDA Davide Giugliano delude ancora e visto come andava oggi la Ducati del suo compagno di squadra, non si capisce come mai l’italiano abbia chiuso due gare cosi anonime. Sesto in griglia, Giugliano chiude quinto gara 1 a 13 secondi dal vincitore Davies, poi dichiara che questa è stata una gara test lamentando problemi al posteriore. Peggio ancora in gara 2, che il romano chiude sesto a oltre 18 secondi dalla Ducati numero 7. Prima della partenza dice che la moto adesso è ok, poi lamenta problemi di elettronica a parla di dispositivi da resettare. I casi sono due: o deve andare a Lourdes oppure, invece di passare in rettilineo scuotendo la testa, dovrebbe darci giù del gran gas prendendo magari spunto dalla gara di oggi di Chaz Davies. Voto 4

DA DIMENTICARE Le Honda qui non sono mai andate bene e questa non è una pista dove la mille Fireblade è competitiva. Un fine settimana da dimenticare sia per Micheal van der Mark sia per Nicky Hayden. L’olandese fa settimo in gara 2 e cade in gara 1, l’americano fa settimo in gara uno ed si ritira in gara 2. Voto 4 per entrambi, ma con riserva perché li aspettiamo alla gara di “casa” ad Assen per capire meglio il vero potenziale nelle tappe Europee.

AVANTI SAVOIA Il team tutto italiano Iodaracing migliora e qui ad Aragon piace. Bene per Alex De Angelis che, ancora sofferente per la recente operazione al braccio, conquista l’ottava posizione in gara 2 e l’undicesima in gara 1. Voto 6. In crescita anche il suo Compagno di squadra Lorenzo Savadori, che si mette in mostra con il quinto tempo nelle libere del Venerdì, poi chiude gara 1 10° e gara 2 11°. Voto 6.

CHI LE HA VISTE In Superpole Sylvain Guintoli ed Alex Lowes conquistano rispettivamente la seconda e la terza posizione in griglia di partenza, dando l’impressione che il team Yamaha avesse trovato la quadra e la fiducia, ma poi in gara i due ufficiali spariscono nelle retrovie: Guintoli finisce nono e decimo, Lowes ottavo e nono. Ma, mentre l’inglese è autore di una grande rimonta in gara due, dopo l'errore che lo fa scivolare in diciottesima posizione, il francese poteva fare di più dei soli tre giri di gara 1 davanti nel tentativo di fuga con Sykes. Voto 7 a Lowes, voto 5 a Guintoli.

COSI’ AL TRAGUARDO Questa la classifica completa di Gara 2 del GP d’Aragon 2016: 1) Chaz Davies, Ducati; 2) Tom Sykes, Kawasaki 3) Jonatha Rea, Kawasaki; 4) Xavi Fores, Ducati; 5) Jordi Torres, Bmw; 6) Davide Giugliano, Ducati; 7) Michael van der Mark, Honda; 8) Alex De Angelis, Aprilia; 9) Alex Lowes, Yamaha; 10) Sylvain Guintoli, Yamaha; 11) Lorenzo Savadori, Aprilia; 12) Roman Ramos, Kawasaki; 13) Joshua Brookes, Bmw; 14) Karel Abraham, Bmw; 15) Markus Reiterberger, Bmw; 16) Leon Camier, MV Agusta; 17) Matteo Baiocco, Ducati; 18) Matthieu Lussiana, Bmw; 19) Dominic Schmitter, Kawasaki; 20) Peter Sebestyen, Yamaha; 21) Saeed Al Sulaiti, Kawasaki; 22) Imre Toth, Yamaha. Ritirati: Nicky Hayden, Honda; Sylvain Barrier, Kawasaki; Josh Hook, Kawasaki.

COSI’ IN CAMPIONATO: Piloti: Rea 131 punti, Davies 105 punti, Sykes 102 punti, van der Mark 74 punti, Giugliano 56 punti, Guintoli 53 punti, Torres 53 punti, Hayden 41 punti, Reiterberger 31 punti, Fores 28 punti, Savadori 28 punti, Lowes 27 punti, De Angelis 25 punti, Ramos 25 punti, Brookes 20 punti, Camier 19 punti, Abraham 12 punti, Baiocco 6 punti, Jones 2 punti, Barrier 2 punti. Costruttori: Kawasaki 140 punti, Ducati 115 punti, Honda 84 punti, Bmw 57 punti, Yamaha 56 punti, Aprilia 35 punti, MV Agusta 19 punti. 


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