Autore:
Giulio Scrinzi

VERSO LA TERRA DEI CANGURI Mancano solamente dieci giorni all’inizio del Mondiale SBK 2018, il quale prenderà il via come da tradizione su quel circuito australiano di Phillip Island che ospiterà poco prima gli ultimi test ufficiali per dare modo a team e piloti di affilare le armi in vista dello spegnimento dei semafori rossi. Ma prima di scendere in pista per vedere quest’anno chi vincerà tra Jonathan Rea, Tom Sykes, Chaz Davies e Marco Melandri… che ne dite se diamo un’occhiata alle statistiche del sali e scendi situato nella terra dei canguri?

324,6 km/h – La più alta velocità di punta mai registrata a Phillip Island è di 324,6 km/h, fatta segnare da Max Biaggi in sella alla sua Aprilia RSV4 Factory nel 2012.

178 km/h – L’anno scorso Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team) ha registrato la più alta velocità media (178,647 km/h) durante il suo tentativo in Superpole, facendo segnare anche il nuovo record del circuito australiano in 1’29’’573.

170 km/h - L’ultima gara corsa a una velocità media inferiore ai 170 km/h è stata la seconda manche del 2008, quando Troy Bayliss registrò con la sua Ducati 1098 F08 il valore di 169,636 km/h, mentre l’ultima pole più lento di questo limite fu segnata nel 1998 da Troy Corser (168,683 km/h).

53 gare – Phillip Island è il circuito che ha ospitato il maggior numero di gare del Mondiale Superbike: 53. La prima? Quella del 1990.

30 secondi – L’anno scorso i quattro più veloci piloti in Superpole 2 (Rea, Sykes, Melandri, Davies) sono stati gli unici a far segnare il loro tempo sotto il muro del minuto e 30 secondi.

23 volte – I piloti australiani hanno vinto la gara di casa di Phillip Island 23 volte su 53, con l’ultima doppietta firmata da Troy Bayliss nel 2008. Da allora, piloti provenienti da ben sette nazioni hanno vinto su questa pista.

17 stagioni – Nella storia della Superbike e, per la precisione, in 17 stagioni su 30, il vincitore della gara di apertura di Phillip Island ha poi vinto il Mondiale a fine Campionato. Un esempio? Jonathan Rea ha reso vera questa statistica nelle ultime tre stagioni.

13esimo in griglia – L’ultimo pilota a vincere a Phillip Island e che era partito al di fuori della top ten è stato Noriyuki Haga. Si schierò in 13esima piazza nella prima gara del 2009, ed entro la fine del primo giro era riuscito a rimontare fino alla seconda posizione. Prese, infine, il comando delle operazioni solamente dopo quattro tornate.

10 anni – Per il decimo anno di fila Phillip Island sarà il round d’apertura della stagione del Mondiale Superbike. Il tracciato australiano è tra le piste d’esordio più utilizzate nel massimo Campionato delle derivate dalla serie, seguito da Donington, Valencia e Losail (quattro stagioni per ciascuno).

6-6 gare – I piloti britannici hanno vinto le ultime sei gare (cinque a favore di Rea e una di Leon Haslam nella seconda manche del 2015), eguagliando la scia di record per una singola nazione sul circuito di Phillip Island. Questo primato era stato centrato in precedenza dagli australiani, per la precisione da Gara 2 del 2004 fino a Gara 1 del 2007 (una da parte di Garry McCoy, 3 di Troy Corser e 2 di Troy Bayliss). Questa scia di successi, poi, è stata rotta proprio da un britannico, il Campione del Mondo 2007 James Toseland.

Top 5 – In tutte le 30 stagioni del Mondiale Superbike, il Campione del Mondo incoronato alla fine dell’anno ha terminato la gara d’apertura di Phillip Island nella Top 5, con Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) come unico Campione a iniziare il suo viaggio verso l’iride chiudendo proprio in quinta posizione le manche australiane (2013).

0.004 secondi – Si tratta del margine più ridotto mai registrato in una gara della Superbike: accadde proprio a Phillip Island, nella prima manche del 2010, quando Leon Haslam riuscì a battere Michel Fabrizio per soli 4 millesimi di secondo.

0 secondi – Le ultime sette gare ospitate a Phillip Island sono state decise tutte da meno di un secondo di margine sotto la bandiera a scacchi. L’ultima volta che il vincitore era riuscito a mantenere un gap superiore al secondo è stato nel 2014, quando Eugene Laverty vinse su Marco Melandri per 2,959 secondi.


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