Autore:
Giulio Scrinzi

I LIMITI... L'anno scorso Dorna ci ha provato con la stramba regola della griglia invertita, quest'anno tenterà con delle limitazioni sui giri massimi dei vari propulsori delle derivate dalla serie oltre ad altri impedimenti come le parti in concessione e alcuni algoritmi sulle centraline elettroniche. Il motivo? Com'era stato vent'anni fa, quando Ducati vinceva in lungo e in largo al punto da far diventare la Superbike un monomarca della Casa di Borgo Panigale, anche oggi l'obiettivo è mettere il bastone tra le ruote a chi vince di più. In questo caso, alla Kawasaki e al tre volte Campione del Mondo Jonathan Rea.

ESISTONO PER ESSERE SUPERATI Un primo assaggio di queste limitazioni è arrivato nei test ufficiali di Jerez de la Frontera, dove i vari team della SBK hanno potuto provare alcuni miglioramenti che serviranno alle versioni definitive delle loro moto 2018. L'esito? Jonathan Rea è andato ancora più veloce che in passato! Se nei test combinati del 2016 aveva stampato un 1'38''721, quest'anno il suo 1'37''986 gli ha permesso di arrivare a soli tre decimi dalla Desmosedici ufficiale di Andrea Dovizioso. Bisogna sottolineare che le gomme utilizzate dai due piloti in questioni erano differenti (Pirelli da qualifica per il Cannibale e Michelin da gara per il forlivese)... ma com'è possibile che la ZX-10RR sia stata ancora più rapida rispetto alle prestazioni mostrate nella stagione appena conclusa?

COPPIA PIÙ IN BASSO La risposta a questa domanda è arrivata dal diretto interessato, Jonathan Rea: “Le nuove regole imposte dalla Dorna hanno avuto un grande impatto sulla nostra Kawasaki. La riduzione dei giri motore, passati da 15.000 a 14.100, ci costa molto in termini di velocità massima e di accelerazione: per questo motivo nella factory di Akashi è stato affinato il propulsore in modo da ottenere più coppia motrice in alcune aree e a più bassi giri, valorizzando altri punti del quattro cilindri che, al contrario, non sono stati toccati dalle limitazioni”.

LAVORO STRATEGICO Oltre a ciò, la nuova ZX-10RR di Rea, che non è ancora in versione definitiva 2018, si è rivelata particolarmente stabile, merito di un lavoro costante di affinamento reso possibile da un gruppo di lavoro affiatato come quello del KRT, che è praticamente lo stesso da tre anni a questa parte. “Ad alto livello è più facile provare delle novità nei test e scegliere con rapidità cosa funziona e cosa no – ha continuato Johnny – Se si ha a disposizione una buona base, bastano pochi giri per verificare il corretto funzionamento delle nuove componenti. In questo senso il team è di vitale importanza: siamo gli stessi da anni e il mio capo tecnico (Pere Riba) è particolarmente furbo perchè sa sempre cosa serve provare e cosa, invece, è inutile per migliorare le prestazioni in pista”.


TAGS: superbike sbk jonathan rea kawasaki racing team superbike 2017 sbk 2017 kawasaki racing team 2017 jonathan rea 2017 superbike 2018 sbk 2018 jonathan rea 2018 kawasaki racing team 2018