Autore:
Giulio Scrinzi

TUTTI GIÙ PER TERRA La seconda giornata di test ufficiali sul circuito di Jerez de la Frontera è iniziata nel segno delle cadute, con tutta probabilità per le basse temperature del mattino. Il primo ad assaggiare l'asfalto, per la precisione quello della curva 3, è stato Jonathan Rea, proprio dopo aver fatto segnare il suo miglior tempo ed in seguito al rientro in pista dopo aver preso parte alla realizzazione di un video promo. Poi è stato il turno del suo compagno di squadra, Tom Sykes, disarcionato dalla sua ZX-10R che poi ha proseguito la sua corsa per altri 200 metri sul rettilineo d'arrivo. Lo ha seguito di lì a poco Jordi Torres, caduto per la rottura del link dell'ammortizzatore ancora una volta nei pressi della curva 3: a differenza degli altri due, lo spagnolo ha tuttavia rimediato la lussazione della clavicola destra. Infine, momenti di panico per il botto tra la Kawasaki di Randy Krummenacher e l'Aprilia del rientrante Eugene Laverty: nonostante tutti avessero temuto il peggio, alla fine tutto si è risolto solamente con un grande spavento.

DI NUOVO REA Nonostante la preoccupante visita all'infermeria, Johnny Rea non si è dato per vinto ed è tornato subito in sella alla sua ZX-10R migliorando il suo precedente crono e stampando il best time di giornata: 1'39''908. Decisamente migliore rispetto a quello del Day 1, ma ancora lontano da quell' 1'38''721 che aveva impensierito addirittura le MotoGP. A novembre, però, aveva utilizzato la mescola supersoffice da qualifica, mentre questa volta ha optato per la SC0, la copertura più morbida che si può adoperare in gara. Ma a parte questo dettaglio, resta il fatto che il Campione del Mondo 2016 è ancora il pilota da battere dal momento che è risultato sempre il più veloce in ogni singolo test ufficiale dalla fine della scorsa stagione.

MIGLIORAMENTI IMPORTANTI L'unico che è riuscito ad avvicinarsi a Rea è stato, un po' a sorpresa, il nostro Lorenzo Savadori, il quale ha portato la RSV4 RF del team Milwaukee Aprilia sotto il muro dell'1'40'' in seconda posizione ed a soli 111 millesimi dalla testa della classifica. Dietro di lui si è piazzato l'altro top rider del KRT, Tom Sykes (1'40''219), mentre le Ducati ufficiali inseguono a ruota a solo mezzo secondo dal Campione del Mondo 2016. Stavolta, però, Marco Melandri ha beffato il compagno di squadra Chaz Davies, anche se per soli 11 millesimi. Di seguito troviamo l'altra sorpresa di giornata, ovvero la nuova CBR1000RR di Nicky Hayden: la rinnovata Fireblade SP2 sarà ancora da mettere completamente a punto, ma Kentucky Kid è riuscito nell'impresa di avvicinarsi pericolosamente fin ad insidiare la supremazia Ducati-Kawasaki con un interessante 1'40''548. E gli altri? La Yamaha di Lowes si è classificata settima, con il team-mate van der Mark a chiudere la top ten, inseguito a distanza ravvicinata dalla Ducati di Fores e dall'altra Honda di Bradl. Un po' sottotono le BMW: tralasciando quella di Torres che è andata a finire nella ghiaia, Reiterberger non è riuscito a fare di meglio del 12esimo tempo.

CLASSIFICA FINALE Qua di seguito la classifica finale dei tempi relativi alla seconda giornata di test:

  1. Jonathan Rea – KRT 1'39''809 (41 giri)

  2. Lorenzo Savadori – Aprilia 1'39''920 (68 giri)

  3. Tom Sykes – KRT 1'40''219 (54 giri)

  4. Marco Melandri – Ducati 1'40''313 (58 giri)

  5. Chaz Davies – Ducati 1'40''324 (62 giri)

  6. Nicky Hayden – Honda 1'40''548 (59 giri)

  7. Alex Lowes – Yamaha 1'40''800 (83 giri)

  8. Xavi Fores – Ducati 1'40''835 (51 giri)

  9. Stefan Bradl – Honda 1'40''854 (52 giri)

  10. Michael van der Mark – Yamaha 1'41''450 (74 giri)

  11. Randy Krummenacher – Kawasaki 1'41''566 (47 giri) * Supersport

  12. Markus Reiterberger – BMW 1'41''578 (62 giri)

  13. Eugene Laverty – Aprilia 1'41''896 (51 giri)

  14. Leon Haslam – Kawasaki 1'41''928 (58 giri) * British Superbike

  15. Luke Mossey – Kawasaki 1'42''349 (64 giri) * British Superbike

  16. Jordi Torres – BMW 1'42''518 (7 giri)


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