Autore:
Giulio Scrinzi

LA LEGGENDA E LA PROMESSA Un nove volte Campione del Mondo contro una giovane promessa del motociclismo che ha davanti un futuro radioso. Ma allo stesso tempo due professionisti che svolgono sempre puntigliosamente il proprio lavoro. Ecco le carte d'identità di Valentino Rossi e di Maverick Vinales, che comporranno anche nel 2018 il team Yamaha Movistar della MotoGP. Una squadra che ha fatto vedere dei buoni passi avanti nei recenti test di Sepang, nonostante qualche fatica di troppo nel terzo giorno dove i cronici problemi di trazione al posteriore della M1 sono ricomparsi con l'aumentare della temperatura dell'asfalto.

L'ESPERIENZA FA LA DIFFERENZA Un passo indietro che ha destato non pochi dubbi nel reparto corse della Casa di Iwata, in cui sembra che il peso maggiore per lo sviluppo della nuova M1 sia dato dalle indicazioni del nostro Dottore piuttosto che da quelle dello spagnolo di Figueres. Dopotutto, l'esperienza di Rossi, con sette titoli in MotoGP, è proprio il valore aggiunto che fa la differenza in questo caso, come esplicitato dal team principal Massimo Meregalli.Il giudizio di Vale ha più importanza di quello di Maverick e questo è normale. Rossi ha 39 anni e Vinales 23. Maverick deve imparare da questo e trarne beneficio. E' vero che ogni pilota ha un suo stile di guida e ha bisogno di alcune cose specifiche, ma la nostra moto può essere guidata in un solo modo e, se la base è buona, saranno felici entrambi”.


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