Autore:
Luca Cereda

FULL C’è il World Ducati Week 2016, e allora ecco in sala stampa la squadra al completo: il ds Paolo Ciabatti, il dg Luigi Dall’Igna e i piloti Andrea Dovizioso e Andrea Iannone. Più uno: Casey Stoner. Special guest o terzo incomodo? Ufficialmente la prima, anche se il suo ritorno in sella alla Desmosedici per dei test speciali alimenta i pettegolezzi su un suo ritorno in gara. La domanda che tutti i giornalisti hanno in canna è fin troppo facile da prevedere: “Che fai Casey, torni oppure no?” .

ALI INDIGESTE Ma andiamo con ordine, perché questa sorta di assemblea plenaria ducatista è stata anche l’occasione per fare il punto sulla stagione in MotoGP in corso, caratterizzata da un’altalena di exploit e delusioni. L’ultima delusione, per Ducati, arriva a tavolino: la decisione di bandire le ali aerodinamiche dalle moto a partire dalla prossima stagione. Un vantaggio competitivo che Ducati si è costruito già un anno fa e che non avrà più nel 2017.

DALL’IGNA Gigi Dall’Igna mastica amaro, ma manda giù. Non senza ribadire forte e chiaro la posizione del team, però: “Dopo tanto tempo i nostri competitor hanno copiato le ali. Siccome Ducati era avanti in questo sviluppo, i nostri competitor hanno spinto per cambiare il regolamento usando scusa ridicola della sicurezza. Secondo noi le appendici aerodinamiche tengono la moto più sicura. le ali tengono ruota anteriore più attaccata al suolo. Ma il regolamento è scritto e noi dovremo cambiare qualcosa sulla nostra moto. Saremo competitivi anche senza ali. Il nostro obiettivo è la vittoria. Obiettivo difficile ma non impossibile. Noi non ci sentiamo inferiori come piloti e come costruttori. Non saremo mai contenti finché non raggiungeremo obiettivo a breve termine, vincere una gara, e a lungo termine, il campionato”.

DOVIZIOSO Andrea Dovizioso riporta il mirino sui risultati: “Abbiamo portato a casa poco, per un po’ di sfortuna. Ci mancano piccoli dettagli, ma che fanno la differenza per la MotoGP. Sia a livello di moto sia a livello di pilota”. Tuttavia, il tempo potrebbe essere galantuomo per Dovizioso, che dei due piloti è quello che siederà sulla Desmo anche l’anno prossimo, quello decisivo per l’assalto al titolo: “Sono molto contento di aver rinnovato con Ducati. Interrompendo quest’anno sarebbe stato fatto un lavoro a metà. Abbiamo migliorato molto la moto in questi tre anni e mezzo, i prossimi due anni e mezzo saranno un esame per tutti. Abbiamo buone possibilità di giocarcela”.

IANNONE Se la giocherà anche Andrea Iannone - o almeno ci proverà – ma in sella a un’altra moto: la Suzuki. Quello dell’abruzzese è un distacco forzato dopo una mezza stagione che definire travagliata è un eufemismo. Soprattutto una mezza stagione d’involuzione rispetto a un incoraggiante 2015: “Non me lo aspettavo – ammette Iannone. L’anno scorso abbiamo raccolto più di quanti si aspettavano ed è stato l’anno migliore della mia carriera. Anche per questo le aspettative erano alte quest’anno”. Iannone confessa anche di averci messo del suo nel flop. Ma non si sente in difetto di scuse nei confronti di nessuno: “In gara ho sbagliato tanto, mi sono sempre assunto le mie responsabilità e ho chiesto scusa quando c’era da chiedere scusa”. Ciò nonostante, questo sarà il suo ultimo WDW. E per questo cercherà di congedarsi al meglio: “Nella seconda parte c’è la possibilità di fare tanto e ce la metterò tutta”, ha chiosato l’Andrea cattivo.  

STONER Poi arriva Stoner, ma nel frattempo l’attesa messianica è già stata stemperata da Dall’Igna, dicendo che Stoner non tornerà a correre: farà solo i test. Niente ribaltoni né wild card, per il momento, ed è il diretto interessato a confermare: “I miei piani? Continuare i test con la Ducati per il prossimo GP d’Austria. I limiti della Desmo? Tutte le moto ne hanno uno: questa moto ha un motore fantastico ma ci sono delle cose da migliorare. Non manca molto per arrivare al top”. E la sensazione è che il Canguro Mannaro abbia fatto un salto indietro per dare una mano, senza mettersi in gioco. Per ora.


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